Un’azienda energetica britannica ha sostituito un progetto di sviluppo software da 100.000 sterline con uno realizzato su Emergent per 70 sterline. Una proprietaria di una gioielleria del Michigan ha costruito il proprio strumento di pricing e ora lo rivende ad altri rivenditori. Un consulente tecnologico in semi-pensione di 78 anni ha creato uno strumento vocale AI che permette al personale sul campo di porre domande ad alta voce e ricevere risposte dal database aziendale in tempo reale. Nessuno di loro sa programmare. Tutti hanno costruito qualcosa di reale e funzionante descrivendolo a parole.
Questi sono i casi d’uso che stanno alimentando la crescita di Emergent, la piattaforma di vibe-coding fondata dai gemelli indiani Mukund e Madhav Jha e lanciata nel 2025. In appena otto mesi, la piattaforma ha raggiunto 100 milioni di dollari di annual run rate, raddoppiando la cifra precedente di 50 milioni in un solo mese, con oltre sei milioni di builder attivi in più di 190 paesi che hanno creato complessivamente sette milioni di applicazioni.
Cosa significa vibe-coding
Il termine vibe-coding è stato coniato nel febbraio 2025 da Andrej Karpathy, ex ricercatore di OpenAI. L’idea di base è semplice: invece di scrivere codice riga per riga, l’utente descrive ciò che vuole costruire in linguaggio naturale, e l’intelligenza artificiale genera l’intera applicazione, frontend, backend, database, autenticazione e deployment compresi. Il processo si svolge attraverso un’interfaccia conversazionale: si descrive il progetto, si riceve una prima versione funzionante, si continua a dialogare con l’AI per raffinare funzioni, correggere problemi e aggiungere nuove caratteristiche.
Emergent applica questo principio con un sistema di agenti AI autonomi che gestiscono l’intero ciclo di sviluppo. Basta descrivere ciò che si vuole costruire e la piattaforma si occupa di codice, design e deployment, senza richiedere alcuna esperienza di programmazione. Il codice generato si sincronizza direttamente con GitHub, è di proprietà dell’utente e può essere esportato o continuato da un team di sviluppatori in qualsiasi momento.
Il mercato che nessuno stava guardando
La visione dei fondatori di Emergent parte da un’osservazione precisa. Mentre tutti nel settore tech guardavano al boom dell’AI nel coding come a uno strumento migliore per gli sviluppatori esistenti, Mukund e Madhav Jha hanno visto qualcosa di diverso: circa 100 milioni di persone nel mondo con idee di business concrete ma senza alcun modo tecnico per realizzarle. Non mancanza di idee, mancanza di accesso.
Emergent si rivolge specificamente a imprenditori e piccole imprese che vogliono lanciare prodotti senza dover costruire team di ingegneri. La barriera che per decenni ha separato chi aveva un’idea da chi poteva realizzarla tecnicamente sta cedendo rapidamente, e Emergent si è posizionata esattamente in quel varco.
Finanziamenti e crescita
La startup ha raccolto 70 milioni di dollari in un round Series B guidato da SoftBank Vision Fund 2 e Khosla Ventures, con la partecipazione di Prosus, Lightspeed, Together e Y Combinator, raggiungendo una valutazione di 300 milioni di dollari. Un risultato ottenuto meno di quattro mesi dopo un round Series A da 23 milioni. Gli investitori includono anche il Google AI Futures Fund, un segnale del peso strategico che questa categoria sta acquisendo nel panorama tecnologico globale.
Creare app direttamente dal telefono
Il lancio dell’app mobile di Emergent ha rimosso un ulteriore ostacolo: con oltre il 91% degli adulti americani in possesso di uno smartphone, la possibilità di creare un’applicazione direttamente dal telefono apre la porta a miliardi di potenziali builder nel mondo. Gli utenti possono avviare la creazione di un’app con un comando vocale, continuare il lavoro passando dal mobile al desktop in modo fluido e pubblicare direttamente sull’App Store e su Google Play. Nelle prime fasi del programma di accesso anticipato sono già stati costruiti e distribuiti oltre 10.000 app mobile.
L’AI non sostituisce solo i lavori: ne crea di nuovi
La storia di Emergent illustra una dinamica che va oltre la semplice automazione. L’intelligenza artificiale non sta solo sostituendo compiti esistenti: sta creando categorie di attività economica che prima non potevano esistere perché il costo di accesso era proibitivo. La proprietaria della gioielleria del Michigan non avrebbe mai assunto un team di sviluppatori per costruire un tool di pricing. Con Emergent lo ha fatto, e ora quel software è diventato a sua volta un prodotto che vende ad altri. Un business nato da un altro business, reso possibile dall’abbattimento della barriera tecnica.
Mukund Jha ha paragonato il momento attuale del vibe-coding a quello del Bitcoin quando valeva un dollaro: la tecnologia è nelle sue fasi iniziali, ma la direzione sembra chiara. Chi comprende un problema abbastanza bene da poterlo descrivere ha ora gli strumenti per costruire la soluzione.
Intervista a Mukund Jha
Di seguito vi proponiamo la versione integrale della nostra intervista a Mukund Jha, CEO di Emergent.
Tecnoandroid: Come può Emergent cambiare la vita delle persone?
Mukund Jha: “Pensate a quante persone hanno un’idea brillante ma nessun modo per realizzarla. Una psicologa appassionata di equitazione ha costruito un’app mobile che unisce le sue due passioni per aiutare le persone ad imparare a cavalcare usando principi psicologici. Un musicista danese ha lanciato un marketplace per prenotare concerti. Dei filmmaker di Barcellona hanno creato una piattaforma di raccolta fondi. Nessuno di loro ha scritto una sola riga di codice. Questo è ciò che fa Emergent: rimuove la barriera tra avere un’idea e renderla reale. Oltre l’80% dei nostri utenti non ha competenze tecniche. Invece di costruire semplicemente software, stiamo liberando un potenziale umano che è sempre stato lì ma non aveva dove andare.”
Tecnoandroid: Quali potrebbero essere gli sviluppi futuri di Emergent?
Mukund Jha: “Siamo ancora agli inizi. Oggi il nostro tasso di successo nel deployment è del 99% e circa una app su dieci sulla piattaforma accetta già pagamenti reali tramite Stripe. Ma il soffitto continua ad alzarsi. Entro la fine dell’anno, mi aspetto che le persone costruiscano su Emergent app che oggi sembrerebbero impossibilmente complesse, sotto forma di intere piattaforme aziendali, non semplici strumenti. Guardando più avanti, credo che software e agenti AI si fonderanno completamente. Descriverai ciò di cui hai bisogno e accadrà semplicemente. Il limite sarà l’immaginazione, non la tecnologia, ed è un posto entusiasmante in cui trovarsi.”
Tecnoandroid: Quali sono le funzionalità e gli aspetti più utilizzati di Emergent?
Mukund Jha: “I casi d’uso più diffusi riguardano le operazioni aziendali: CRM, ERP, sistemi di inventario, strumenti di prenotazione. Si tratta di persone a cui le software house avevano chiesto centinaia di migliaia di euro, oppure che erano bloccate con SaaS generici che non si adattavano mai davvero al loro modo di lavorare. Oltre a questo, vediamo molte app con AI integrata e marketplace in costruzione. Quello che gli utenti ci dicono costantemente di apprezzare è la possibilità di descrivere la propria idea in linguaggio semplice e ritrovarsi con qualcosa di reale, distribuito e funzionante. Anche l’app mobile è diventata molto popolare, perché costruire su Emergent si adatta naturalmente a un flusso di lavoro asincrono e in mobilità, proprio come scrivere un messaggio a uno sviluppatore.”

