Il drone ucraino che ha raggiunto la Siberia percorrendo circa 2.500 km ha segnato l’operazione a più lunga distanza portata a termine con successo dall’inizio del conflitto con la Russia. Il 6 luglio la raffineria di Gazprom Neft a Omsk è stata colpita e messa parzialmente fuori uso. A compiere l’azione è stato un velivolo senza pilota partito dall’Ucraina, capace di restare in volo per oltre 12 ore prima di arrivare a destinazione. Un raggio d’azione che fino a poco tempo fa sembrava fuori portata per un mezzo di questo tipo.
Come è fatto il drone che ha volato per 2.500 km
Il modello si chiama FP-1 e la sua struttura racconta parecchio della filosofia con cui è stato progettato. La parte portante è in compensato, le ali sono in schiuma rivestita con fibra di vetro o fibra di carbonio, con un’apertura di 5 metri. A muovere il tutto c’è un motore a pistoni bicilindrico che alimenta un’elica. Niente di esotico, insomma, ma efficace. Il costo stimato si aggira attorno ai 50mila euro, cifra decisamente inferiore rispetto a quella di un missile intercettore. Può essere lanciato da una piattaforma fissa oppure da un semplice camion.
Una volta arrivato sull’obiettivo, il FP-1 ha colpito l’impianto dove venivano trattate quasi 25.000 tonnellate di greggio al giorno. Danneggiata anche un’altra parte della struttura. Lo sviluppo del mezzo è partito nel 2022, pochi mesi dopo l’inizio dell’invasione russa. L’idea di fondo era chiara fin da subito, ossia costruire qualcosa capace di passare inosservato alla contraerea di Mosca, che è tarata per intercettare missili balistici ad alta velocità ma fatica con oggetti lenti che volano a bassa quota.
Chi lo produce e cosa arriva dopo
A realizzarlo è Fire Point, azienda con sede a Kiev. In un video la responsabile tecnica Iryna Terekh ha illustrato le caratteristiche del drone ucraino e quelle di un altro progetto, il missile FP-5, in grado di viaggiare per 3.000 km trasportando carichi fino a 1.150 kg e di centrare l’obiettivo con un margine di errore massimo di 14 metri. Sul fianco di quest’ultimo compare una scritta piuttosto eloquente, ovvero “Con amore dall’Ucraina”.
Le somiglianze con lo Shahed ci sono, e vengono ammesse apertamente. Il FP-1 non è considerato troppo diverso in termini di caratteristiche generali. Le differenze stanno nella costruzione, pensata per andare più lontano, colpire con maggiore precisione e portare un carico superiore. Ma il principio di funzionamento resta lo stesso.