Il nuovo protagonista di Dragon Quest sta facendo discutere parecchio, e non per le sue gesta eroiche o per qualche colpo di scena narrativo. No, il motivo è molto più semplice e, diciamolo, anche un po’ crudele: ai fan il suo aspetto non piace per niente. C’è chi lo trova stanco, chi addirittura brutto, e i commenti in giro per la rete non hanno risparmiato nessuna stoccata.
Un eroe che sembra avere bisogno di dormire
Basta dare un’occhiata alle reazioni della community per capire l’aria che tira. Il nuovo protagonista ha un’espressione che molti hanno definito spenta, quasi esausta, come se avesse passato notti intere senza chiudere occhio. Qualcuno, con una battuta che ha fatto il giro del web, ha scritto che è “così brutto che hanno dovuto confermare fosse stato disegnato da Akira Toriyama“. Un colpo basso, certo, ma che rende bene l’idea del clima che si respira tra gli appassionati della saga.
La cosa curiosa è che, al di là delle critiche più feroci, c’è anche chi prova a difenderlo in maniera affettuosa. La sensazione generale è che a questo personaggio servano giusto due cose per rimettersi in sesto: una bella dormita e un taglio di capelli decente. Niente di drammatico, insomma. Più che un design fallito, sembra il ritratto di qualcuno che ha solo bisogno di staccare la spina per un po’.
Il peso dell’eredità di Toriyama
Il riferimento ad Akira Toriyama non è casuale e pesa parecchio in questa vicenda. Il celebre artista, storicamente legato al look dei personaggi della serie, rappresenta un punto di riferimento enorme per chi segue Dragon Quest da anni. Tirarlo in ballo per criticare il nuovo volto è quindi una mossa che colpisce dritto al cuore della tradizione, e proprio per questo ha acceso così tanto la discussione.
I fan sono noti per essere protettivi nei confronti dei dettagli estetici delle loro serie preferite, e quando un nuovo arrivato non convince al primo sguardo, le reazioni possono diventare piuttosto accese. In questo caso, l’aspetto stanco del protagonista è diventato il bersaglio perfetto per battute, meme e commenti taglienti che si sono moltiplicati in poco tempo.
Resta il fatto che giudicare un personaggio solo dal suo volto, prima ancora di vederlo in azione, è un po’ come stroncare un film dal poster. Le critiche al design sono comprensibili, ma raccontano più la passione viscerale della community che un reale problema del gioco. E in fondo, dietro a tutte queste frecciatine, c’è anche una buona dose di affetto: ci si arrabbia solo per ciò che si ama davvero.