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Bungie ha presentato una nuova tabella di marcia per Destiny dopo la fine degli aggiornamenti di Destiny 2. Dentro ci sono un progetto chiamato Destiny “Legacy”, quello che sembra a tutti gli effetti un nuovo capitolo della serie e perfino una celebrazione all’interno di Destiny 2 con aggiornamenti inediti. Il problema è che per ora nessuna di queste iniziative ha la garanzia di vedere davvero la luce.
Il piano è stato illustrato in un lungo post sul blog, atteso da parecchio tempo, in cui lo storico community manager Dylan Gafner, noto come dmg04, dialoga con il nuovo responsabile di prodotto Josh Deane. Proprio Deane aveva già promesso che lo studio non aveva chiuso con Destiny, annunciando il processo di recupero dei vecchi contenuti. Parlando della reazione dei giocatori alla brusca conclusione di Destiny 2, il dirigente riconosce che la community non si è limitata ad arrabbiarsi ma si è fatta sentire, condividendo ricordi e spiegando quanto sarebbe stato disastroso abbandonare quell’universo. Una spinta che, a suo dire, ha ispirato l’intero team.
Unvaulting, la strada è lunga e arriva fino al 2028
Il cuore concreto dell’annuncio è l’unvaulting, cioè il ritorno dei contenuti finiti nel cosiddetto vault. Il processo si trova in fase di preproduzione e Bungie ha condiviso una barra di avanzamento che si allunga fino all’inizio del 2028. Al momento è questa la data più vicina per vedere cambiamenti tangibili nell’archivio di Destiny 2. La preproduzione dovrebbe durare fino a gennaio o febbraio 2027, poi servirà un altro anno per completare il porting del materiale. Non è chiaro con quale ritmo i contenuti verranno sbloccati in quella finestra.
La lista è organizzata per priorità. Il primo blocco comprende le campagne di Red War, Forsaken, Curse of Osiris e Warmind, insieme ai relativi assalti, raid e Raid Lair, oltre all’attività Menagerie con ricompense riproposte. Tra gli obiettivi aggiuntivi, da raggiungere al lancio o in un secondo momento, figurano le destinazioni esplorabili liberamente con eventi pubblici, Settori Perduti ed Escalation Protocol, le attività stagionali da Sundial (Stagione 9) a The Coil (Stagione 23), gli aggiornamenti alle armi dei raid e le mappe PvP. C’è poi un elenco di elementi per cui lo studio ammette di non avere una strada percorribile, per ragioni tecniche o strategiche. Si tratta della New Light Experience aggiornata, delle missioni narrative stagionali, della mappa Gambit Kell’s Grave e degli hub stagionali come l’Eliksni Quarter. Difficile immaginarli di nuovo in gioco.
Celebrazione, Legacy e un misterioso progetto senza nome
Lo sguardo della software house però va oltre il passato di Destiny 2, anche se per ora solo in una fase di incubazione. Secondo Deane l’obiettivo non è soltanto recuperare vecchie attività ma restituire a Destiny passato, presente e futuro, partendo proprio dall’unvaulting. Da qui nasce una seconda roadmap dedicata all’intero franchise, con pilastri che dovranno superare un processo di incubazione e validazione prima di trasformarsi in annunci veri e propri.
Il primo tassello è una celebrazione in Destiny 2, legata a una barra di avanzamento prevista per febbraio, che andrà oltre il Monument of Triumph e porterà nuovi aggiornamenti per la community. Ancora più intrigante è il progetto Destiny “Legacy”. Deane ricorda che il viaggio è cominciato oltre dieci anni fa e che l’intera esperienza deve arrivare ai giocatori sulle piattaforme dove giocano oggi, con ulteriori informazioni attese all’inizio del 2027. Nella tabella compare infine una voce oscurata, ancora da definire, accompagnata da un messaggio che recita semplicemente “Siamo tornati”.
Deane parla di un vero momento di ripartenza per Bungie, Marathon e Destiny, ammettendo che il tempo non gioca a favore e che lo studio parte in svantaggio, pronto a incassare altri colpi e a prendere decisioni difficili. Il prossimo aggiornamento strategico importante non arriverà prima di febbraio 2027. Nel frattempo c’è anche Marathon, che secondo la stessa Bungie non ha raggiunto il numero di giocatori sperato e che sarà oggetto a breve di comunicazioni dedicate. La meta dichiarata è arrivare a un nuovo Destiny pensato per durare, ricostruendo nel frattempo il rapporto con la community. Per Deane la maggior parte del team viene proprio da Destiny e niente può aiutare a costruire il futuro più di un Marathon capace di evolversi in fretta e diventare sostenibile.
Fonte: TecnoAndroid


