C’è un posto in Cina dove le tempeste di neve si scatenano a comando e i crash test si susseguono giorno e notte. Il laboratorio Geely, cuore pulsante del colosso automobilistico cinese, è uno di quei luoghi che pochi hanno avuto la possibilità di vedere con i propri occhi. E quel poco che si è potuto osservare basta a capire le ambizioni di un gruppo che vuole mettere piede in Europa e scuotere dalle fondamenta il mercato dell’auto elettrica.
L’ingresso, tanto per cominciare, non assomiglia per niente a una fabbrica. Atri in marmo, finiture curate nei minimi dettagli, un’estetica più vicina a una boutique di lusso che a uno stabilimento industriale. Dietro questa facciata raffinata si nasconde però un complesso enorme, quartier generale del marchio Zeekr, che si estende su ben 130 ettari. Numeri che lasciano intuire quanto Geely faccia sul serio.
Geely: robot, neve artificiale e prove estreme
Quello che colpisce, una volta entrati, è la scala delle operazioni. Migliaia di robot lavorano coordinati e pilotati a distanza, in una coreografia che sembra uscita da un film di fantascienza. Niente è lasciato al caso. Ogni componente, ogni saldatura, ogni movimento viene controllato e ottimizzato con una precisione quasi maniacale.
Poi ci sono le prove ambientali, che meritano un discorso a parte. Dentro queste strutture vengono ricreate condizioni climatiche estreme per mettere alla frusta i veicoli. Una su tutte, la tempesta di neve artificiale che soffia a 120 km/h. Serve a verificare come si comportano le vetture quando le condizioni si fanno proibitive, simulando scenari che un’auto potrebbe affrontare nel mondo reale, dalle strade ghiacciate del Nord Europa fino ai climi più ostili.
E ovviamente non mancano i crash test, l’altra grande ossessione di chi progetta automobili moderne. Capire come reagisce una scocca in caso di impatto, quanto proteggono gli airbag, come si deforma la struttura per assorbire l’energia di un urto. Tutto questo viene studiato in modo metodico, perché la sicurezza è uno dei terreni su cui i costruttori cinesi vogliono dimostrare di non avere più nulla da invidiare ai marchi storici.
Il gruppo Geely, vale la pena ricordarlo, è lo stesso che possiede Volvo. Una proprietà che dice molto sulla direzione presa. L’idea è chiara, costruire auto elettriche capaci di reggere il confronto sui mercati più esigenti, a partire proprio dall’Europa, dove la concorrenza è agguerrita e i consumatori particolarmente attenti.
In questo enorme avamposto industriale prende forma l’auto elettrica che la Cina vuole portare oltre i propri confini. Un investimento massiccio, fatto di tecnologia, automazione e prove al limite, che racconta quanto velocemente stia cambiando il panorama dell’automobile e quanto i produttori cinesi siano determinati a giocarsi le proprie carte fino in fondo.