Dendroseris neriifolia è ridotto a un solo esemplare in natura, e gli scienziati stanno facendo di tutto per non perdere anche quello. Siamo sull’isola Robinson Crusoe, in Cile, un fazzoletto di terra nell’oceano dove sopravvive l’ultimo albero conosciuto di questa specie. Una corsa contro il tempo che parte da pochi semi, raccolti con cura e portati lontano per provare a dare un futuro a una pianta che rischia di scomparire per sempre.
Un solo albero rimasto in tutto il pianeta
Quando si parla di specie a rischio di solito vengono in mente numeri piccoli ma non così piccoli. Qui invece il conto è semplice e brutale: di Dendroseris neriifolia resta un unico esemplare allo stato selvatico. Uno. È il tipo di situazione che mette i ricercatori con le spalle al muro, perché ogni decisione pesa il doppio. Perdere quell’albero significherebbe cancellare per sempre una specie arborea che non esiste da nessun’altra parte.
L’isola Robinson Crusoe non è un posto qualsiasi. Fa parte di un piccolo arcipelago cileno noto per ospitare piante e animali che si trovano solo lì, frutto di un isolamento durato millenni. Proprio questa unicità rende ogni perdita ancora più dolorosa, perché non c’è un altro luogo al mondo dove andare a recuperare ciò che sparisce.
I semi messi al sicuro nel Regno Unito
La mossa decisiva è stata raccogliere gli ultimi semi disponibili dall’albero superstite. Un’operazione delicata, perché da quel materiale dipende letteralmente la possibilità di far ripartire la specie. Quei semi sono stati poi affidati a una banca genetica nel Regno Unito, una sorta di archivio vivente pensato proprio per conservare il patrimonio di piante minacciate.
Custodire i semi in una struttura del genere serve a tenerli protetti nel lungo periodo, al riparo da malattie, eventi climatici o incidenti che potrebbero colpire l’unico albero rimasto. È una rete di sicurezza, insomma. Se dovesse succedere qualcosa all’esemplare sull’isola Robinson Crusoe, quel piccolo deposito custodito a migliaia di chilometri di distanza rappresenterebbe l’ultima speranza per riportare in vita Dendroseris neriifolia.
Il lavoro degli scienziati in casi come questo è una combinazione di pazienza e tempismo. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi, raccogliere quanto basta senza danneggiare la pianta e poi affidarsi a tecniche di conservazione che possano garantire la germinazione anche a distanza di anni. Un equilibrio tutt’altro che scontato, perché ogni passaggio porta con sé il rischio di fallire.
Storie come quella di questo albero raccontano bene quanto sia fragile la biodiversità delle isole, dove poche piante isolate diventano custodi di un patrimonio naturale che altrove non esiste. Il salvataggio di Dendroseris neriifolia è un tentativo concreto di non lasciare che l’ultimo esemplare porti via con sé un’intera specie.