Chi mette una cover al telefono lo fa per un motivo semplice, cioè difenderlo da graffi e cadute. Solo che aggiungere uno strato di materiale tra il dispositivo e l’aria intorno cambia qualcosa anche sul fronte del calore. E allora la domanda è lecita, una custodia può far surriscaldare lo smartphone? La risposta è sì, con qualche distinguo che vale la pena spiegare bene.
Le cover non sono il nemico numero uno, chiariamolo subito. Però possono rallentare la dispersione del calore che il telefono produce lavorando, soprattutto quando sono spesse o fatte con materiali che isolano parecchio. Il telefono, in pratica, trattiene più energia termica rispetto a quando lo si usa nudo. Per capirci qualcosa servono tre elementi da tenere d’occhio, il materiale della custodia, il suo spessore e il modo in cui si usa il dispositivo. Guardandoli da vicino si scopre che non tutte le cover si comportano allo stesso modo, e che certe scelte di design fanno una differenza vera. Del resto la gestione termica è tra i fattori più importanti per tenere in salute le batterie al litio dei nostri telefoni.
Cover per smartphone: il materiale fa la differenza
Qui sta il cuore della questione. Le cover in silicone o TPU, cioè il poliuretano termoplastico che si trova un po’ ovunque negli accessori, hanno una conducibilità termica piuttosto bassa, intorno a 0,15-0,3 watt per metro-kelvin. Tradotto, il calore fatica ad attraversarle e tende ad accumularsi. Le custodie in pelle si comportano più o meno allo stesso modo. Quelle in plastica rigida, spesso policarbonato o ABS, conducono il calore un pelo meglio rispetto ai materiali elastici.
Situazione diversa con i metalli. L’alluminio, per esempio, trasferisce il calore verso l’esterno molto più in fretta, non a caso è tra i materiali preferiti dai produttori per la scocca stessa dei telefoni. C’è però un doppio rovescio della medaglia, la superficie della cover può scaldarsi di più al tatto e la protezione dagli urti cala, perché il metallo trasmette meglio le vibrazioni di un impatto. Poi ci sono i materiali compositi come la fibra di carbonio o le fibre aramidiche, la famiglia del Kevlar. La fibra di carbonio in teoria conduce un po’ di calore lungo la direzione delle fibre, ma nelle cover che si trovano in giro è quasi sempre annegata in resine isolanti, e questo ne azzoppa la capacità di dissipare.
Spessore e contesto d’uso, i due fattori sottovalutati
Oltre al materiale pesa lo spessore. Una custodia robusta, pensata per reggere cadute serie, ingrossa per forza lo strato isolante attorno al telefono, e più il rivestimento è spesso più il calore ci mette a uscire. Alcuni design provano a rimediare lasciando scoperte certe parti del dispositivo, oppure aggiungendo aperture che fanno circolare l’aria. Aiuta la convezione, cioè quel movimento d’aria che porta via il calore dalla superficie. Le cover completamente chiuse, senza fessure, funzionano invece come una piccola barriera.
Poi c’è il modo in cui si usa il telefono, spesso ignorato. Attività pesanti per il processore come gaming, registrazione video in 4K, hotspot Wi-Fi acceso di continuo o ricarica rapida generano un bel po’ di calore. In certi casi la temperatura interna può avvicinarsi o superare i 45 gradi in pochi minuti. Se ci mettiamo pure un ambiente già bollente, tipo l’abitacolo di un’auto sotto il sole, una custodia isolante accelera l’arrivo ai limiti di sicurezza. A quel punto scattano i meccanismi di protezione, il cosiddetto thermal throttling, e il sistema abbassa la velocità del processore o frena la ricarica per far scendere la temperatura.
Discorso a parte per la ricarica wireless. Funziona trasferendo energia con un campo elettromagnetico tra due bobine, una nel caricatore e una nel telefono, e non è mai efficiente al 100 per cento, una parte dell’energia diventa calore. Se la cover è molto spessa o ha inserti metallici non pensati per lo scopo, il trasferimento peggiora e si scalda ancora di più. Ecco perché molti produttori consigliano di togliere carte di credito, placche di metallo o piccoli magneti dalla custodia durante la ricarica wireless, roba che può interferire col campo e surriscaldarsi.