Copilot OS, o come lo chiamano internamente Project Aion, ha iniziato a mostrare qualche dettaglio in più dopo che ieri un breve video interno lo ha fatto vedere in funzione. Un approfondimento ha messo un po’ di ordine su cosa sia davvero questo esperimento, quali specifiche abbia e dove punti Microsoft nel lungo periodo. Perché al momento resta proprio questo, un prototipo che gira nei laboratori di Redmond senza uno scopo pubblico dichiarato. Che poi uno scopo ci sia, è probabile, solo che non è ancora dato saperlo.
Cos’è davvero Project Aion e come funziona
Partiamo dalle basi, per chi si fosse perso il primo articolo. Aion è un sistema operativo prototipale e funzionante su cui Microsoft ha lavorato nel 2024. Magari anche prima o dopo, questo non è chiaro. La caratteristica principale è che ruota tutto intorno a Copilot, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale dell’azienda. Sotto il cofano non c’è nulla di rivoluzionario nel senso tecnico del termine, perché si tratta di una versione modificata del browser Edge a cui è stata cucita addosso un’interfaccia da sistema operativo vero e proprio.
C’è la barra delle applicazioni, c’è il menu Start, ci sono le finestre che si possono spostare e ridimensionare sul desktop. Chi ha già usato Chrome OS di Google riconoscerà subito l’idea di fondo, perché il concetto è praticamente lo stesso che Mountain View porta avanti da anni. Un browser che diventa la spina dorsale dell’intera esperienza, con l’AI messa al centro di tutto.
Windows, Android e quel terzo sistema chiamato Win3
La cosa interessante è la flessibilità di Project Aion, che può girare in due modi diversi. Il primo è sopra Windows 11, dove si comporta come una specie di shell alternativa, quasi un’interfaccia sovrapposta al sistema che già conosciamo. Il secondo scenario è più curioso, perché Aion funziona anche sopra Android. Non la versione con le personalizzazioni dei vari produttori, ma quella open source che Google mantiene e da cui poi derivano tutte le interfacce che vediamo sugli smartphone, da One UI a OxygenOS passando per FunTouch e le altre.
Nei documenti spunta però anche un terzo nome, e qui la faccenda si fa intrigante. Si chiama Win3 e viene descritto come una versione alleggerita di Windows. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di sfoltire il peso del codice legacy, quello vecchio che si trascina dietro da anni, per ottenere avvii più rapidi, una migliore autonomia e maggiore sicurezza. Un Windows più snello, insomma, ripulito da tutto ciò che negli anni si è accumulato e che oggi rischia di appesantire il sistema più di quanto serva.
Al momento tutto questo resta confinato tra i muri di Microsoft, senza una data, senza un annuncio ufficiale e soprattutto senza la certezza che un giorno diventi un prodotto vero. Le sperimentazioni interne di questo tipo capitano spesso, e non sempre arrivano sul mercato. Quello che è emerso finora dipinge comunque una direzione piuttosto chiara nelle intenzioni di Redmond, con l’intelligenza artificiale non più come semplice funzione aggiuntiva ma come cuore pulsante di un’intera esperienza d’uso. Se e quando questo si tradurrà in qualcosa di concreto, per ora nessuno lo sa. Ma il fatto che Microsoft stia lavorando su tre fronti diversi, tra shell su Windows, versione Android e un Windows alleggerito come Win3, dice parecchio su quanto seriamente stia esplorando terreni nuovi.