I licenziamenti che hanno toccato Assembly, una delle agenzie di pubbliche relazioni più importanti per Microsoft, all’inizio sembravano l’ennesimo effetto a catena dei tagli interni a Xbox. Poi la storia si è chiarita. Sì, c’è stata una riduzione del personale dentro Assembly, ma la causa non era affatto quella che molti avevano immaginato nelle prime ore. La fonte che aveva lanciato la voce, ovvero il notissimo Jason Schreier di Bloomberg, ha rivisto la versione iniziale spiegando che si trattava di una ristrutturazione interna all’agenzia e non di una rottura con il colosso di Redmond.
Il punto è semplice. Le persone che lavoravano sull’account Xbox sono state coinvolte nei tagli, questo è confermato, ma il rapporto professionale tra Assembly e Microsoft prosegue come prima. Nessuna chiusura di contratti, nessun addio. Una riorganizzazione che ha attraversato un po’ tutte le aree dell’agenzia, compreso il team dedicato a Microsoft e Xbox, senza però intaccare la collaborazione complessiva.
Il ruolo di Assembly e i conti di Xbox
Assembly non si occupa soltanto di rapporti con i media. La sua attività spazia dalla pianificazione delle campagne alla ricerca di mercato, fino alla comunicazione aziendale vera e propria. I dettagli del contratto con Microsoft non sono tutti pubblici, però l’agenzia viene considerata uno dei partner più rilevanti per le strategie di comunicazione dell’azienda di Redmond. I licenziamenti, va detto, erano già stati programmati da tempo e hanno colpito praticamente tutte le divisioni, non solo quella legata a Xbox.
Detto questo, l’indiscrezione iniziale aveva una sua logica. Negli ultimi mesi Xbox ha messo mano ai propri conti con una serie di interventi pensati per aumentare la redditività. Revisione delle spese operative, ripensamento dei rapporti con i fornitori esterni, il classico repulisti che molte aziende mettono in atto quando i numeri vanno tenuti sotto controllo. Lo stesso amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, ha dichiarato che dopo 25 anni è arrivato il momento per Xbox di reggersi sulle proprie gambe, senza appoggiarsi continuamente alle risorse dell’intero gruppo. Frase che la dice lunga sul clima dentro l’azienda.
Un settore che continua a tagliare
Quello che sta accadendo ad Assembly e dentro Xbox non è un caso isolato. Da quando si è chiusa la fase più acuta della pandemia di COVID-19, ormai qualche anno fa, il mondo della tecnologia ha vissuto un’ondata di licenziamenti che sembra non avere fine. Tagli a volte molto pesanti, su scala enorme, che hanno toccato ogni segmento immaginabile. Il gaming, i servizi, l’hardware, il software, il commercio elettronico e perfino la comunicazione, come dimostra proprio questo episodio.
E l’intelligenza artificiale, va detto, non sta rendendo lo scenario più tranquillo. Anzi, in molti casi sta accelerando processi di riorganizzazione che prima richiedevano tempi diversi. Per Assembly, almeno per ora, la sostanza è che il legame con Microsoft tiene, mentre il riassetto interno è andato avanti per ragioni che riguardano l’agenzia stessa e non i rapporti con il cliente più importante.