Christopher Nolan non possiede uno smartphone, e non è una dimenticanza o un vezzo passeggero. Il regista lo ha raccontato in una recente intervista al Telegraph, proprio mentre il suo nome torna sulle bocche di tutti per l’imminente arrivo di Odissea, uno dei film più attesi del momento. Sembra un paradosso, se ci si pensa. Un artista che lavora con effetti visivi imponenti, tecnologie di ripresa all’avanguardia e budget da capogiro, ma che nella vita quotidiana rinuncia a quello che per quasi chiunque è ormai un oggetto imprescindibile.
Chi legge queste righe, con ogni probabilità, un telefono ce l’ha. Magari più di uno. È diventato normale così, quasi scontato. Eppure esistono ancora personalità, spesso legate proprio al mondo delle tecnologie di ultima generazione, che scelgono di stare fuori da questa logica. Vivono in un modo differente, senza dipendere da dispositivi che la maggior parte delle persone considera indispensabili. E il caso di Christopher Nolan colpisce proprio perché arriva da chi la tecnologia la conosce e la usa quotidianamente sul set.
Il tempo per pensare, il vero lusso
C’è un aspetto che nel discorso pubblico tende a passare in secondo piano. Non si parla quasi mai di quanto tempo dedichiamo davvero al pensiero. La nostra dipendenza da questi strumenti si sta facendo sempre più marcata, complice un utilizzo intensivo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali che riempiono ogni momento della giornata. La domanda interessante, però, non riguarda quanto siano potenti gli strumenti che abbiamo tra le mani. Riguarda piuttosto lo spazio mentale che ci resta.
Ed è qui che la posizione del regista assume un senso preciso. Rinunciare allo smartphone significa, in fondo, difendere quei momenti vuoti in cui la mente può vagare, associare idee, costruire storie. Per chi fa un mestiere creativo come il suo, quel silenzio dalle notifiche non è una privazione ma una risorsa. Il tema del “quanto tempo dedichiamo al pensiero” diventa così sempre più attuale, in un’epoca in cui ogni pausa viene riempita da uno schermo.
La scelta di Christopher Nolan non pretende di indicare una strada valida per tutti. È una decisione personale, coerente con il modo in cui lavora e con la fase che sta vivendo, tra la promozione di Odissea e l’attesa del pubblico. Resta però un segnale che fa riflettere, soprattutto se arriva da qualcuno che il mondo tecnologico lo abita ogni giorno per professione. Non un rifiuto della tecnologia in sé, ma una gestione diversa del proprio tempo e della propria attenzione.
In un panorama dove il top di gamma più completo del momento viene indicato in Honor Magic 8 Pro, disponibile al miglior prezzo a 779 euro, la posizione del regista suona quasi come una piccola provocazione. Chi progetta film destinati a milioni di spettatori, con macchinari costosissimi e squadre enormi, decide di tenere lontano dalla propria tasca proprio l’oggetto simbolo della connessione permanente.