CATL ha deciso di mettere i robot umanoidi al lavoro nelle proprie fabbriche, e non si tratta di un esperimento da laboratorio. L’azienda cinese, conosciuta in tutto il mondo per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici, ha avviato una collaborazione con Galbot per portare su larga scala macchine intelligenti lungo le linee produttive. Il primo frutto di questa intesa porta un nome preciso, il Galbot S1, che è già operativo all’interno degli stabilimenti del gruppo.
Cosa sa fare il Galbot S1 sulle linee di produzione
Il robot è stato pensato per quei compiti che nessuno ama particolarmente, ovvero le operazioni ripetitive e faticose. Parliamo soprattutto di movimentazione dei materiali e trasporto dei componenti lungo la catena di montaggio. Dietro l’aspetto da macchina ben costruita ci sono numeri concreti, a cominciare da una capacità di carico complessiva di 50 chilogrammi distribuita sui due bracci. Non male per qualcosa che dovrebbe sostituire le mansioni più pesanti.
A rendere il Galbot S1 davvero autonomo ci pensa il sistema di posizionamento, basato unicamente sulla visione e capace di una precisione centimetrica. In più c’è il rilevamento degli ostacoli a 360 gradi, che gli permette di muoversi anche dove lo spazio è poco e gli imprevisti sono molti. La combinazione di questi elementi consente al robot di lavorare da solo persino negli ambienti industriali più complicati, quelli in cui un errore di calcolo potrebbe creare grossi problemi alla produzione.
La batteria che alimenta il robot
C’è un dettaglio che chiude il cerchio in modo quasi simbolico. Il robot è alimentato dalla tecnologia per batterie sviluppata dalla stessa CATL, quindi l’azienda usa i propri prodotti per far muovere le macchine che fabbricano altre batterie. Il pacco integrato è tutt’altro che banale. A quanto pare sfrutta materiali catodici con una classificazione avanzata delle particelle, anodi a basso consumo di litio e un elettrolita con proprietà autoriparanti, ispirate addirittura ai sistemi biologici.
Tutto questo lavoro sui materiali ha uno scopo molto pratico. Secondo i dati comunicati, il tasso di guasti delle celle resta estremamente ridotto, e il robot riesce a garantire fino a otto ore di funzionamento continuo. In sostanza una giornata lavorativa intera senza necessità di fermarsi per una ricarica, che per chi gestisce una fabbrica fa una bella differenza in termini di organizzazione e produttività.
La scelta di CATL racconta bene la direzione presa dall’industria cinese, sempre più orientata verso l’automazione spinta e l’uso di robot umanoidi per compiti che fino a poco tempo fa erano affidati esclusivamente alle persone. L’impiego del Galbot S1 negli stabilimenti reali, e non in una semplice dimostrazione, segna un passaggio interessante da questo punto di vista, perché mostra come queste tecnologie stiano uscendo dalla fase sperimentale per entrare nella quotidianità della produzione su larga scala.