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Ecco cosa è emerso sulle capsule a fusione
Per osservare tali fenomeni brevissimi, della durata di miliardesimi di secondo, i ricercatori hanno utilizzato il Linac Coherent Light Source (LCLS). Le informazioni raccolte hanno permesso di comprendere meglio la transizione dei materiali da solido a plasma e la distribuzione dell’energia tra calore e compressione. Tale conoscenza è fondamentale per migliorare la progettazione delle capsule e l’efficienza dei futuri reattori.
Alcuni studi si sono concentrati su materiali avanzati che circondano il combustibile. Schiume tridimensionali realizzate con la polimerizzazione a due fotoni sono state confrontate con aerogel tradizionali per analizzare la propagazione delle onde d’urto. I dati ottenuti contribuiscono a perfezionare i modelli di simulazione, necessari per prevedere il comportamento delle strutture durante le implosioni. Allo stesso tempo, la ptychotomografia ha permesso di ricostruire la microstruttura di colonne di materiale larghe appena 10 micrometri. Fornendo così immagini dettagliate indispensabili per ottimizzare la resistenza e l’omogeneità delle schiume.
I risultati di tali studi rappresentano un passo importante verso la comprensione dei materiali e dei processi alla base della fusione inerziale. L’obiettivo degli scienziati è sviluppare capsule più resistenti, omogenee e facili da produrre. Avvicinando così la fusione controllata a un possibile impiego pratico per la produzione di energia sostenibile e sicura.
Fonte: TecnoAndroid








