La BYD Dolphin Surf è pronta a cambiare pelle e lo fa con numeri che fanno girare la testa. Circa 400 chilometri di autonomia per poco più di 10.000 euro, ecco la promessa della futura citadina elettrica del colosso cinese, che punta a restare una delle auto a batteria più economiche sul mercato senza rinunciare a spazio e prestazioni. La più piccola della famiglia BYD si prepara insomma a una vera trasformazione, abbandonando quel formato ultra compatto che finora l’ha contraddistinta.
Più grande, più potente, ma sempre a prezzo mini
Il salto in avanti riguarda soprattutto le dimensioni. La nuova Dolphin Surf raggiungerà i 4,21 metri di lunghezza, con un aumento di ben 43 centimetri rispetto al modello uscente. La larghezza sale a 1,81 metri mentre l’altezza si ferma a 1,57 metri. Un bel cambiamento, pensato per venire incontro a chi cerca qualcosa di più abitabile senza dover spendere una fortuna.
E il prezzo? Qui arriva la parte interessante. Nonostante la crescita in centimetri, il listino resta con i piedi ben piantati per terra. In Cina la BYD Dolphin Surf parte da circa 9.000 euro con una batteria da 30 kWh e 305 chilometri di autonomia. La versione con pacco da 38,8 kWh, capace di offrire quei famosi 405 chilometri di raggio d’azione, si porta a casa con poco più di 10.000 euro. Cifre che danno già una buona idea di cosa aspettarsi dai futuri prezzi europei.
Questi numeri saranno decisivi per il destino di un’auto che rimane tra le elettriche più accessibili in circolazione. Non è un dettaglio da poco, visto che tra gennaio e maggio del 2026 la Dolphin Surf si è piazzata come quinto modello a batteria più venduto al mondo, con oltre 125.000 esemplari. La nuova generazione, quindi, non può permettersi passi falsi. Zhang Zhuo, direttore generale della divisione Ocean di BYD, ha già svelato un paio di immagini che fanno intuire come sarà il veicolo.
Estetica rinnovata e tecnologia da segmento superiore
Lo sguardo sarà più deciso rispetto al modello attuale, con fari più allungati e affilati. Difficile capire come sarà la calandra, ma si nota un cofano che appare più lungo. Il vetro laterale caratteristico, pizzicato all’altezza del montante C, viene riproposto anche se sembra meno chiuso di prima. Sul posteriore, invece, spuntano gruppi ottici inediti dal taglio più sottile.
C’è un dettaglio che salta all’occhio. Una piccola gobba sistemata sopra il parabrezza, collegata al sistema di guida semi autonoma God’s Eye B di BYD. Parliamo di una tecnologia normalmente riservata ai modelli di fascia alta, che ora scende su questa citadina low cost. Anche l’abitacolo cambia registro, diventando più moderno e tecnologico grazie a uno schermo touch da 12,8 pollici e a una strumentazione digitale più raffinata.
Sotto il cofano, poi, arriva un motore elettrico più muscoloso, capace di sprigionare 127 cavalli. Un bel salto rispetto ai modesti 75 cavalli del modello in uscita. La nuova BYD Dolphin Surf rischia così di ridisegnare l’intera gamma del costruttore cinese. La compatta Dolphin, lunga 4,29 metri e ormai quasi dimenticata da tutti, potrebbe andare in pensione oppure crescere ancora per fare spazio proprio alla sua sorella minore.