Un lampo misterioso osservato nel cielo nel 2019 sta facendo discutere parecchio la comunità degli astrofisici, perché potrebbe essere la prova che cercavano da tempo. Un nuovo studio ipotizza infatti che quell’anomalia luminosa sia legata a qualcosa di davvero raro: un minuscolo buco nero primordiale nascosto da qualche parte nella Via Lattea. Una possibilità affascinante, che se confermata aprirebbe scenari interessanti.
Quel bagliore che non quadrava con niente
Tutto parte da una stella lontana che, nel 2019, si comportò in modo strano. Per circa un’ora la sua luce crebbe in maniera dolce, graduale, senza scatti improvvisi. Poi, allo stesso modo, tornò esattamente come prima. Niente di esplosivo, niente di brusco. Solo un lampo misterioso che sembrava arrivare dal nulla e svanire allo stesso modo.
Il punto è che quel fenomeno non rientrava in nessuna delle caselle conosciute. Un brillamento stellare? Troppo lungo per esserlo. Una supernova? Al contrario, troppo breve e poco intensa per giustificare quell’etichetta. E nemmeno il comportamento tipico delle stelle normali riusciva a spiegare cosa fosse successo lassù. Insomma, un’osservazione che non somigliava a nulla di catalogato, e che proprio per questo ha attirato l’attenzione.
L’ipotesi del buco nero primordiale
Da qui nasce l’idea che dietro quel segnale ci sia un buco nero primordiale, una categoria particolare di oggetti che gli scienziati teorizzano da decenni ma che finora nessuno è mai riuscito a osservare in modo diretto. Si tratterebbe di buchi neri formatisi pochissimo tempo dopo il Big Bang, molto più piccoli di quelli che si creano dal collasso delle stelle, e per questo difficilissimi da individuare.
L’eventuale presenza di uno di questi corpi nella nostra galassia avrebbe un peso enorme. Questi oggetti, infatti, vengono spesso chiamati in causa come possibili candidati per spiegare la materia oscura, quella componente invisibile dell’universo che non emette luce ma di cui si percepiscono gli effetti gravitazionali. Trovarne uno, anche solo indirettamente, sarebbe un tassello importante per capire di cosa è fatto davvero il cosmo.