Bloodborne su una PlayStation 5 modificata gira parecchio meglio di quanto molti si aspettassero, e i risultati dei test fatti su una console aperta lo dimostrano senza troppi giri di parole. Bastava una semplice patch ufficiale, a quanto pare, per regalare al capolavoro di FromSoftware una seconda vita fatta di risoluzione più alta e fluidità superiore. Peccato che quella patch, dai canali ufficiali, non sia mai arrivata.
A muovere tutto è la curiosità di chi non si rassegna. Da anni i fan chiedono un trattamento degno per Bloodborne, e per un periodo la speranza aveva un nome preciso: Bluepoint Games. Lo studio, noto per i remake di altissimo livello, sembrava il candidato perfetto per riportare in vita l’avventura ambientata a Yharnam. Le cose però sono andate diversamente.
Cosa succede con la PS5 modificata
Con la chiusura di Bluepoint Games, le possibilità di vedere un vero e proprio remake si sono praticamente azzerate. E così c’è chi ha deciso di rimboccarsi le maniche e costruirsi da solo una versione migliorata del gioco. Due le strade più battute: l’emulazione su PC, ormai abbastanza matura, oppure l’uso di una PS5 modificata, che permette di spingersi dove Sony non ha mai voluto andare.
I test effettuati su questa configurazione hanno mostrato qualcosa di interessante. Con gli interventi giusti, Bloodborne riesce a girare in risoluzione 4K, con un netto salto in avanti rispetto a quanto visto sulle console standard. Non solo: entra in gioco anche il supporto ai 120Hz, che cambia completamente la percezione del movimento, rendendo l’azione molto più reattiva e piacevole da seguire.
A completare il quadro c’è poi il VRR, il refresh rate variabile, una tecnologia che aiuta a sincronizzare il numero di immagini al secondo con lo schermo, riducendo gli sbalzi e quelle fastidiose interruzioni visive che, su un gioco tanto impegnativo, possono fare davvero la differenza. Il risultato è un’esperienza più stabile e morbida, lontana anni luce dai 30 fotogrammi al secondo che hanno accompagnato il gioco fin dal lancio.
La beffa della patch mancata
Il punto che brucia di più è proprio questo. I test dimostrano che non servirebbe chissà quale stravolgimento per rendere Bloodborne finalmente all’altezza dell’hardware moderno. Una patch ufficiale, anche minima, basterebbe a sbloccare buona parte di questi miglioramenti. Eppure, per ragioni mai chiarite del tutto, quel passo non è mai stato compiuto.
Resta quindi il paradosso di un gioco amatissimo, considerato da molti tra i migliori titoli mai usciti su PlayStation, lasciato girare allo stesso modo da quando è arrivato sul mercato. Chi possiede una PS5 modificata oggi può togliersi qualche soddisfazione, certo, ma si tratta pur sempre di una soluzione fai da te, accessibile solo a una nicchia di appassionati disposti a mettere mano alla propria console.
Per tutti gli altri non rimane che giocare il titolo nella sua forma originale, con la consapevolezza, ora ancora più concreta, che il potenziale per qualcosa di meglio c’era eccome. Bastava volerlo.