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Bill Gates avverte: il rischio dell’IA sono i malintenzionati

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Secondo Bill Gates, i pericoli più concreti legati all’intelligenza artificiale non arriveranno da macchine ribelli ma dalle persone che decideranno di usarla male. Le sue parole sono molto dirette. A suo avviso gente davvero cattiva, i classici “bad people”, potrebbe sfruttare questa tecnologia per creare quelle che definisce “molte sorprese negative” nei prossimi anni. Il messaggio sposta l’attenzione dalle paure più cinematografiche a qualcosa di molto più vicino nel tempo e decisamente più umano.

Gates non esclude affatto lo scenario che da sempre alimenta romanzi, film e discussioni accese tra esperti. Una vera e propria presa di potere da parte dell’IA, secondo lui, rientra tra le possibilità future. Il punto però è un altro. Per il breve termine ritiene che ci siano preoccupazioni diverse da mettere in cima alla lista, e queste riguardano chi tiene il volante più che il veicolo stesso.

Il rischio non è la macchina ma chi la usa

La distinzione proposta da Bill Gates merita qualche riga in più perché cambia il modo di guardare all’intero dibattito. Quando si parla di rischi legati all’intelligenza artificiale il pensiero corre spesso verso sistemi capaci di sfuggire al controllo umano e prendere decisioni autonome contro chi li ha creati. È un’immagine potente, quasi ipnotica, che però tende a oscurare minacce meno spettacolari e molto più immediate.

Nella sua lettura il nodo centrale sono i malintenzionati. Persone con obiettivi dannosi che trovano in questi strumenti un alleato formidabile. La tecnologia in sé resta neutra, è la volontà di chi la impiega a fare la differenza. E proprio qui si concentra l’allarme lanciato da Gates, che parla esplicitamente di individui “davvero cattivi” pronti ad approfittare delle nuove possibilità offerte dall’IA.

Il termine scelto, sorprese negative, non è casuale. Suggerisce eventi difficili da prevedere, conseguenze che potrebbero emergere all’improvviso senza che ci sia stato il tempo di prepararsi. Gates non ne parla come di episodi isolati ma come di “molte” sorprese, il che lascia intendere una certa frequenza nel periodo che abbiamo davanti.

Due orizzonti temporali diversi

C’è un aspetto che rende interessante la posizione di Bill Gates, ovvero la separazione netta tra ciò che potrebbe succedere più avanti e ciò che rischia di accadere a breve. Da una parte c’è la presa di potere delle macchine, scenario che non viene liquidato come pura fantascienza ma riconosciuto come possibile in un futuro non meglio precisato. Dall’altra ci sono i prossimi anni, con problemi che hanno un volto umano e intenzioni ben precise.

Questa doppia prospettiva aiuta a mettere ordine. Preoccuparsi soltanto del lungo periodo può far perdere di vista quello che accade oggi o accadrà domani. Gates sembra voler riportare la conversazione con i piedi per terra, ricordando che l’uso distorto dell’intelligenza artificiale da parte di persone senza scrupoli rappresenta la questione più urgente da affrontare nel breve termine. Il senso del suo avvertimento sta tutto qui. L’IA potrà anche diventare un giorno qualcosa di difficile da gestire, ma prima di arrivare a quel punto i malintenzionati avranno già avuto modo di sfruttarla per generare parecchie sorprese negative nei prossimi anni.

Fonte: TecnoAndroid

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