Per gli automobilisti italiani la stagione dei ribassi sembra essersi esaurita. I dati del 29 giugno 2026 raccontano uno stallo che preoccupa, con i carburanti che frenano la discesa su tutte le reti di distribuzione del Paese. Dopo oltre venti giorni di cali costanti, la benzina si è praticamente fermata, e il motivo va cercato lontano dalle pompe: nelle dinamiche geopolitiche che agitano i mercati energetici. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha deciso di non aspettare, muovendosi d’anticipo per evitare che eventuali rincari finiscano sulle spalle dei consumatori.
A pesare sono soprattutto le nuove tensioni esplose negli ultimi giorni tra Stati Uniti e Iran. Teheran continua a rivendicare il controllo dello stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il traffico mondiale di greggio. Gli analisti energetici descrivono un quadro fragile. Un ritorno dei prezzi ai livelli precedenti la crisi non dipenderà soltanto dalla riapertura delle rotte commerciali. Le infrastrutture energetiche danneggiate avranno bisogno di mesi per essere riparate, e questo sposta l’orizzonte di un ritorno alla normalità ben oltre la fine del 2026.
Urso convoca le compagnie petrolifere al Mimit
Di fronte a tanta incertezza, il governo ha scelto la linea dura. Il Ministro Adolfo Urso ha convocato d’urgenza al Mimit i vertici delle principali compagnie petrolifere che operano in Italia, da Eni ad Api-Ip, passando per Q8 e Tamoil. L’idea è quella di un richiamo netto alla responsabilità aziendale. La strategia dell’esecutivo punta a proteggere i portafogli degli italiani da speculazioni facili. Urso ha ribadito che il governo resta vigile e pronto a intervenire con tutte le misure necessarie per aiutare e sostenere famiglie, consumatori e imprese in questa fase così delicata.
Stando alle rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Mimit, la discesa nazionale ormai si misura in millesimi di euro. La benzina self è scesa a 1,809 euro al litro, appena un millesimo in meno rispetto al giorno prima. Il calo è un po’ più marcato sulla rete autostradale, con ribassi di 2 millesimi, ma lì i prezzi restano comunque più salati: 1,901 euro al litro per la benzina e 1,978 euro al litro per il gasolio.
Gpl e metano fermi, gasolio in lieve calo
Anche i carburanti alternativi sono in una fase di immobilità. Il Gpl in autostrada è bloccato a 0,877 euro al litro da tre giorni, mentre il metano registra cali isolati soltanto in Puglia e sulla rete autostradale. Guardando alle medie regionali aggiornate al 29 giugno 2026, lo stallo per la verde è evidente, con ribassi di un millesimo confinati a Calabria, Friuli, Lazio, Puglia e Sardegna. Il gasolio mostra invece un residuo di slancio, scendendo di 1 o 2 millesimi in quasi tutte le regioni.
I carburanti sono scesi da oltre venti giorni in modo graduale e progressivo, e il costo in Italia è in linea con quello degli altri principali Paesi europei, ha dichiarato Urso ai microfoni di TgCom24. Siamo consapevoli dell’incertezza nel Golfo, ha aggiunto il Ministro, per questo ho convocato le compagnie, per richiamarle alla responsabilità di adeguare il più velocemente possibile il prezzo all’andamento dei mercati.