L’aurora vista dallo spazio è qualcosa che difficilmente si dimentica, e chi ha avuto la fortuna di osservarla dall’orbita lo sa bene. Guardarla da terra resta un’esperienza che vale il viaggio, lo confermano le centinaia di foto e video che girano in rete, ma il punto di vista che si ottiene dalla Stazione Spaziale Internazionale appartiene a un’altra categoria. Le immagini condivise di recente da chi vive lassù ne sono la prova più diretta.
A firmare gli scatti più recenti è Sophie Adenot, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, impegnata nella missione Epsilon a bordo della ISS. In questi giorni ha pubblicato nuove fotografie del fenomeno e, va detto subito, sono davvero impressionanti. La luce è così forte da riflettersi sulle strutture esterne della Stazione, un dettaglio che rende l’intera scena ancora più suggestiva.
Come nasce il fenomeno e perché dallo spazio cambia tutto
Per chi non avesse presente il meccanismo, le aurore si formano quando le particelle cariche trasportate dal vento solare arrivano fino alla Terra e si scontrano con gli strati più alti dell’atmosfera. Da quell’incontro prende vita uno dei fenomeni naturali più affascinanti, e allo stesso tempo più insidiosi, che la natura possa offrire.
Sulla superficie del pianeta le osserviamo alzando lo sguardo, e solo trovandosi nelle zone giuste. Nello spazio funziona al contrario, perché gli astronauti le guardano dall’alto verso il basso. Adenot in questo caso ha immortalato un’aurora australe, quella che interessa l’emisfero meridionale. Nell’emisfero settentrionale lo stesso spettacolo prende invece il nome di aurora boreale.
Una luminosità fuori scala durante l’orbita 1968
L’astronauta ha raccontato sui social che l’evento è stato osservato durante il 127° giorno di missione, nel corso dell’orbita numero 1968. Rispetto agli episodi visti nelle settimane precedenti, questo è risultato nettamente più intenso. La luce era talmente forte da rendere inutilizzabili le solite impostazioni della fotocamera pensate proprio per riprendere le aurore. Tutto sembrava brillare in tonalità di verde, fino a illuminare la Stazione stessa.
Adenot ha aggiunto un particolare curioso sulla vita a bordo. Quando un fenomeno del genere compare fuori dagli oblò, tutti i membri dell’equipaggio cercano in fretta di accaparrarsi il posto migliore per osservarlo e fotografarlo. Una piccola gara amichevole, insomma, davanti a uno spettacolo che non capita tutti i giorni.
C’è poi un risvolto meno romantico legato a questi eventi. Lo scorso novembre l’equipaggio della ISS ha dovuto adottare specifiche misure di sicurezza. I sistemi di monitoraggio avevano rilevato un aumento significativo del flusso di particelle ad alta energia, e questo ha spinto gli astronauti a spostarsi in zone meno esposte della Stazione. Lo stesso fenomeno che regala immagini da togliere il fiato può infatti diventare un rischio concreto per chi lavora in orbita.
