La missione Artemis II ha raggiunto il suo quarto giorno di volo, e ormai la Luna è più vicina alla capsula Orion di quanto lo sia la Terra. Un dettaglio che da solo basta a dare la misura di quanto sta accadendo lassù. E se qualcuno si immaginava un clima cupo e silenzioso a bordo, beh, la realtà è ben diversa: la NASA ha fatto sapere che l’equipaggio ha iniziato la giornata con le note di “Pink Pony Club” di Chappell Roan in sottofondo. Un modo piuttosto insolito, ma decisamente umano, di affrontare una giornata storica nello spazio profondo.
Il 4 aprile, al momento del risveglio, i quattro esploratori si trovavano a circa 272.000 chilometri dalla Terra, viaggiando verso il loro obiettivo lunare a una velocità che sfiora i 178.000 chilometri orari. Numeri impressionanti, che però raccontano solo una parte di quello che è successo durante questa quarta giornata. Perché il vero protagonista del giorno è stato un altro: il controllo manuale della navicella.
Koch e Hansen ai comandi: il test di pilotaggio manuale di Orion
Uno dei momenti più attesi dell’intera missione Artemis II si è concretizzato proprio durante questa giornata. A turno, l’astronauta della NASA Christina Koch e il collega dell’agenzia spaziale canadese Jeremy Hansen si sono alternati alla guida di Orion, mettendo alla prova i sistemi di propulsione per circa quarantuno minuti complessivi. Non è una cosa da poco: testare il pilotaggio manuale nello spazio profondo significa verificare che, in caso di necessità, un essere umano possa davvero prendere il controllo e portare tutti a casa.
Sono state provate diverse modalità di manovra, e la loro utilità potrebbe rivelarsi assolutamente fondamentale. Non solo per gestire eventuali emergenze, ma anche in vista di quelle manovre di precisione che sicuramente si presenteranno nelle prossime fasi del programma Artemis. È il tipo di test che non fa rumore mediatico quanto un allunaggio, eppure rappresenta un tassello cruciale per la sicurezza di tutte le missioni future.
Test acustico a bordo e condizioni dell’equipaggio
Oltre al controllo manuale, la giornata ha previsto anche un’attività meno spettacolare ma altrettanto importante. È stato condotto un test acustico all’interno della capsula, pensato per mappare l’ambiente sonoro e verificare che i livelli di rumore restino sostenibili per l’equipaggio durante le lunghe permanenze nello spazio. Può sembrare un dettaglio secondario, ma chiunque abbia provato a concentrarsi o dormire in un ambiente rumoroso sa quanto possa diventare un problema serio nel tempo. E quando si parla di missioni che dureranno settimane o mesi, ogni aspetto del comfort e della salute dell’equipaggio diventa una priorità.