Le foto della Terra riprese dalla capsula Orion durante la missione Artemis II stanno facendo il giro del mondo, e c’è un motivo piuttosto chiaro: non si vedeva nulla di simile dai tempi delle missioni Apollo. È vero, negli anni ci sono state sonde e missioni robotiche capaci di immortalare il nostro pianeta da enormi distanze, ma quando dietro l’obiettivo c’è un essere umano, sospeso nel vuoto a bordo di una capsula diretta verso la Luna, la faccenda cambia completamente.
Il comandante Reid Wiseman e il resto dell’equipaggio, una volta abbandonata l’orbita terrestre, hanno trovato il momento giusto per impugnare la fotocamera e regalare al mondo degli scatti destinati a restare nella storia. In uno dei più suggestivi, la Terra appare incorniciata dall’oblò della capsula Orion: un piccolo gioiello blu e bianco immerso nell’oscurità più profonda dello spazio. Poche immagini nella storia dell’esplorazione spaziale riescono a trasmettere con altrettanta forza il senso di fragilità e meraviglia del pianeta visto da fuori.
Due aurore e la luce zodiacale: lo scatto che ha mandato in estasi gli appassionati
La seconda fotografia rilasciata dalla missione Artemis II è forse ancora più straordinaria, anche se a prima vista potrebbe non sembrare nulla di speciale. Guardando con attenzione, però, si possono distinguere due aurore: una posizionata in alto a destra e l’altra in basso a sinistra del disco terrestre. Un dettaglio tecnico che ha fatto letteralmente impazzire gli appassionati di astronomia.
Ma c’è dell’altro. In basso a destra, proprio nel momento in cui la Terra eclissa il Sole, emerge il bagliore soffuso della luce zodiacale, un fenomeno affascinante causato dalla dispersione della luce solare da parte della polvere interplanetaria. Catturare tutto questo in un singolo scatto, dalla prospettiva unica di una capsula in viaggio verso la Luna, è qualcosa che non capita davvero tutti i giorni.
Un viaggio non privo di intoppi, ma tutto risolto
Arrivare a questo punto del viaggio non è stato esattamente una passeggiata. Già nelle fasi preparatorie a terra, la missione Artemis II aveva dovuto fare i conti con perdite di idrogeno e dubbi sullo scudo termico, problemi che avevano alimentato non poche preoccupazioni. Nulla di tutto ciò, però, è bastato a fermare il lancio.
Una volta in orbita, poi, i quattro astronauti a bordo della capsula Orion si sono ritrovati alle prese con problematiche decisamente più prosaiche: un malfunzionamento del sistema di aspirazione della toilette e qualche grana con Outlook. Il primo guasto, in particolare, avrebbe potuto rendere il viaggio, per usare un eufemismo, poco agevole. Fortunatamente, grazie al supporto dal centro di controllo a Terra, tutto si è risolto nel migliore dei modi.
Al momento, i quattro membri dell’equipaggio hanno superato la metà del percorso e si trovano più vicini alla Luna che alla Terra. Il viaggio complessivo durerà dieci giorni e prevede un passaggio orbitale attorno alla Luna prima del ritorno a casa.

