Dopo oltre cinquant’anni, gli esseri umani sono tornati a guardare la Luna da vicino. La missione Artemis II si è conclusa con un ammaraggio perfetto nell’Oceano Pacifico, chiudendo un capitolo storico dell’esplorazione spaziale che ha tenuto il mondo col fiato sospeso per dieci giorni. Un viaggio che, numeri alla mano, ha dell’incredibile: la capsula ha percorso qualcosa come 1,1 milioni di chilometri prima di toccare l’acqua al largo di San Diego.
I quattro astronauti di Artemis II sono rientrati sulla Terra quando in Italia erano le 02:07 dell’11 aprile. La capsula Orion, che per questa missione è stata battezzata Integrity, ha completato senza intoppi la fase più delicata di tutto il viaggio: il rientro nell’atmosfera terrestre. Ed è qui che vale la pena soffermarsi un attimo, perché i numeri fanno venire i brividi. Oltre a questo, da notare le condizioni della navicella che è stata praticamente “arrostita” dai 40.000 km/h e dall’impatto con l’atmosfera a temperature altissime.
Il rientro nell’atmosfera: temperature e velocità da record
Anche se tutto è andato per il verso giusto, il rientro della capsula Orion non è stato esattamente una passeggiata. Quando ha colpito gli strati dell’atmosfera, la navicella viaggiava a una velocità di circa 38.600 chilometri orari. Per dare un’idea: parliamo di qualcosa come dieci volte la velocità di un proiettile sparato da un fucile. L’attrito generato da un impatto del genere ha fatto schizzare le temperature esterne a valori vicini ai 2.800 gradi Celsius. Una fornace, praticamente.
Eppure lo scudo termico di Orion ha retto, proteggendo i quattro membri dell’equipaggio di Artemis II durante quei minuti che, probabilmente, sono sembrati lunghissimi sia a chi stava dentro la capsula sia a chi seguiva tutto da terra. La discesa si è poi completata con il dispiegamento dei paracadute e l’ammaraggio nel Pacifico, esattamente come previsto dai piani della NASA.
Un traguardo storico dopo oltre mezzo secolo
Artemis II rappresenta qualcosa di enorme per l’esplorazione spaziale. L’ultima volta che degli astronauti si erano avvicinati così tanto alla Luna risaliva ai tempi del programma Apollo, più di cinquant’anni fa. Un’era geologica, se si pensa a quanto è cambiata la tecnologia nel frattempo. La missione durata dieci giorni ha dimostrato che la capsula Orion è in grado di portare un equipaggio fino alla Luna e riportarlo indietro in sicurezza, un passaggio fondamentale per tutto quello che la NASA ha in programma nei prossimi anni.

