C’è chi ha reagito con incredulità e chi invece ha subito colto la palla al balzo, ma la notizia che riguarda Arkane Studios ha fatto discutere parecchio. Lo studio francese, celebre per aver firmato alcuni dei titoli più apprezzati degli ultimi anni, si separa da Xbox. E in mezzo a questo cambio di rotta, il co-fondatore dello studio non ha resistito alla tentazione di lanciare una battuta destinata a fare il giro della rete.
La domanda, rivolta ad Asha Sharma, è stata tanto diretta quanto ironica. “Quanto costa?” ha chiesto, giocando sull’idea di un possibile riacquisto della software house. Una provocazione, certo, ma dietro quel tono leggero si nasconde comunque una riflessione su ciò che sta succedendo a uno degli studi più stimati del panorama videoludico.
Un catalogo che ha lasciato il segno
Chi segue il mondo dei videogiochi conosce bene il peso di Arkane. Basta pensare a Dishonored, una serie che ha ridefinito il concetto di libertà nelle scelte di gioco, oppure a Prey, apprezzato per la sua atmosfera e per il modo in cui mescola tensione e strategia. E poi c’è stato Deathloop, che ha portato una ventata di originalità con la sua struttura a loop temporale.
Non tutto però è filato liscio. Il nome di Arkane resta legato anche a Redfall, un progetto che non ha convinto e che viene ricordato come uno dei momenti più difficili nella storia recente dello studio. Un episodio sfortunato che ha lasciato il segno, ma che non cancella la reputazione costruita negli anni con lavori decisamente più fortunati. La reazione dei fan a questa separazione è stata piuttosto chiara. In molti hanno sostenuto l’idea di un ritorno all’indipendenza dello studio, appoggiando quasi con entusiasmo la battuta lanciata dal co-fondatore. Un segnale di quanto il pubblico sia ancora legato al marchio e a ciò che rappresenta nel mondo dei videogiochi.