Apple starebbe lavorando davvero a un anello intelligente, un dispositivo che da tempo molti si aspettano e che ora torna a far discutere grazie a una soffiata del leaker Kosutami. L’idea di un cosiddetto iRing circola da anni nei corridoi degli appassionati, complice il successo crescente di prodotti come Oura, e adesso pare che a Cupertino qualcosa si stia muovendo sul serio.
L’Apple Watch rimane il riferimento assoluto del settore e continua a guidare il mercato degli smartwatch senza grossi rivali. Però il monitoraggio della salute ha smesso di passare solo dal polso. Gli anelli smart, le smart band come WHOOP e Fitbit Air, tutta una galassia di dispositivi che misurano sonno, battito e attività fisica in formati diversi. Naturale, quindi, che in tanti si siano chiesti se prima o poi sarebbe arrivato anche un concorrente diretto firmato dalla Mela.
Cosa ha detto davvero il leaker
A riaccendere le voci ci ha pensato un post su X di Kosutami, che senza troppi giri di parole lascia intendere come ci sia “un iRing in sviluppo”, aggiungendo pure una nota ironica sul fatto che ormai la cosa era nell’aria. In un messaggio successivo il leaker avrebbe precisato che il progetto punterebbe a sfidare apertamente l’Oura Ring e il Samsung Galaxy Ring, cioè i due nomi che oggi dominano questa nicchia.
La cautela però è d’obbligo. Non si sa quanto sia avanzato lo sviluppo, non sono stati condivisi altri dettagli concreti ed è perfettamente plausibile che Apple stia studiando gli anelli intelligenti già da diversi anni senza aver mai trasformato niente in un prodotto vero. Anche ammesso che il progetto esista davvero, è probabile che manchi ancora parecchio tempo prima di vederlo arrivare sul mercato. Insomma, niente da segnare sul calendario per ora.
Perché un anello Apple avrebbe senso
Un indizio che vale la pena considerare riguarda la riorganizzazione interna. Da poco Eddy Cue ha preso in mano la guida della divisione Salute di Apple e, stando alle indiscrezioni, avrebbe spinto l’azienda verso un atteggiamento più aggressivo sul fronte del benessere. Uno smart ring rientrerebbe perfettamente in questa direzione, soprattutto se l’obiettivo è raccogliere dati sulla salute in modo più discreto e continuo rispetto a un orologio.
Poi c’è la questione prezzo, che non è secondaria. Con buona parte dei prodotti Apple diventata sempre più costosa, un anello intelligente potrebbe rappresentare l’occasione per offrire un wearable più accessibile. Un modo per allargare il pubblico degli indossabili della Mela senza chiedere la spesa di un Apple Watch, intercettando magari chi un orologio smart non lo vuole proprio o cerca qualcosa di più leggero da portare addosso giorno e notte.