Apple starebbe guardando con interesse a PrismML, una startup che punta a un obiettivo tutt’altro che banale: far girare modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni direttamente su iPhone, senza appoggiarsi ai server esterni. Un incontro tra le due parti sarebbe già avvenuto, segno che a Cupertino l’idea di potenziare l’IA sul dispositivo non è più solo una suggestione da laboratorio.
Cosa promette davvero PrismML
La scommessa di PrismML ruota tutta attorno a un concetto che negli ultimi tempi è diventato centrale per chi lavora nel settore. Portare i modelli più pesanti sul telefono, facendoli lavorare in locale, senza quel continuo dialogo con il cloud che oggi caratterizza gran parte delle funzioni intelligenti presenti sugli smartphone. La differenza non è da poco. Quando un modello gira sul dispositivo, i dati restano dove sono, cioè nelle mani di chi possiede il telefono, e la latenza si riduce parecchio perché non serve inviare nulla altrove per poi aspettare la risposta.
Per Apple si tratta di un tema particolarmente sensibile. L’azienda ha costruito buona parte della sua immagine sulla privacy, e l’idea di elaborare tutto localmente si sposa bene con quella filosofia. Il problema, finora, è sempre stato tecnico: i grandi modelli richiedono una quantità di risorse notevole, e comprimerli abbastanza da farli funzionare su un iPhone senza perdere qualità è una di quelle sfide che in tanti hanno provato ad affrontare, con risultati alterni.
Perché l’interesse di Apple conta
L’attenzione verso una realtà come PrismML racconta qualcosa di più ampio sulla direzione che sta prendendo Cupertino. Dopo un periodo in cui l’intelligenza artificiale sembrava affidata in gran parte a soluzioni che passavano per i data center, l’idea di spostare il baricentro sul dispositivo diventa strategica. Non solo per una questione di riservatezza, ma anche per rendere le funzioni più veloci e meno dipendenti dalla connessione.
Va detto che, al momento, si parla di un contatto e non di un accordo firmato. Le grandi aziende tecnologiche incontrano di continuo startup promettenti, e non sempre da quei tavoli nasce qualcosa di concreto. Però il fatto che Apple abbia messo gli occhi proprio su una società che lavora su questo specifico problema lascia intendere quanto la strada dell’IA on device sia considerata prioritaria dentro l’azienda.