Anthropic ha appena toccato quota 965 miliardi di dollari, una cifra che la porta a un passo dalla soglia simbolica dei mille miliardi e che, stando alle ricostruzioni circolate, le permette di superare persino OpenAI. Tutto questo grazie a un mega-round da 65 miliardi, una raccolta enorme che racconta bene dove sta andando il mercato dell’intelligenza artificiale per le aziende. Dietro c’è la società che ha creato Claude, ormai uno dei nomi che contano davvero in questa partita.
La nuova raccolta, una Series H, è stata guidata da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital. E arriva in un momento particolare, perché la competizione sull’AI enterprise non si gioca più su un solo terreno. Conta la qualità dei modelli, certo, ma anche la potenza di calcolo, gli accordi sulle infrastrutture e la capacità di entrare davvero nei processi delle aziende. Tutto insieme, tutto allo stesso tempo.
Anthropic è nata nel 2021 da un gruppo di ex dipendenti proprio di OpenAI, tra cui Dario Amodei e Daniela Amodei. Per questo il confronto tra le due società ha un sapore particolare: condividono una parte della stessa origine e oggi si ritrovano l’una di fronte all’altra come riferimenti principali di un settore che sta spostando l’AI dai semplici chatbot verso compiti aziendali molto più complessi. Attorno a Claude, infatti, sono stati costruiti strumenti per la programmazione, l’analisi, la cybersecurity e la gestione di flussi di lavoro articolati. OpenAI, dal canto suo, è stata valutata di recente 852 miliardi di dollari in un round chiuso a marzo e si starebbe preparando a depositare in forma riservata i documenti preliminari per la quotazione.
La spinta arriva dalle grandi aziende
Il nuovo finanziamento cade mentre Claude viene adottato da colossi globali nei loro processi operativi centrali, e da un numero sempre più alto di persone nel lavoro di tutti i giorni. Dalla Series G di febbraio la base di clienti enterprise ha continuato a crescere, e i ricavi annualizzati hanno superato all’inizio del mese i 47 miliardi di dollari. Le nuove risorse, fa sapere la società, andranno alla ricerca sulla sicurezza e sull’interpretabilità, all’ampliamento della capacità di calcolo e allo sviluppo dei prodotti usati dai clienti.
Il round è stato co-guidato anche da Capital Group, Coatue, D1 Capital Partners, GIC, ICONIQ e XN. Tra gli altri investitori compaiono nomi pesanti come Blackstone, Brookfield, Fidelity, General Catalyst, Lightspeed, T. Rowe Price e Temasek. I principali tra loro avrebbero messo sul tavolo più di 2 miliardi di dollari a testa. Nel totale rientrano anche 15 miliardi di dollari già impegnati da operatori hyperscale, di cui 5 miliardi da Amazon. Google avrebbe contribuito con diversi miliardi, nell’ambito di un impegno già annunciato a investire fino a 40 miliardi nel tempo. E poi ci sono Micron, Samsung e SK hynix, una presenza che dà all’intera operazione una lettura più industriale: Anthropic rafforza i legami con chi fornisce memoria, storage e chip logici proprio mentre i modelli AI chiedono infrastrutture sempre più grandi. L’accordo si sarebbe chiuso in poche settimane, segno di quanta fame ci fosse tra gli investitori.
Calcolo e cloud, la corsa alla potenza
Sul fronte della capacità di calcolo, negli ultimi tempi Anthropic ha fatto passi enormi. Ha firmato accordi con Amazon per un massimo di cinque gigawatt di nuova capacità, con Google e Broadcom per altri cinque gigawatt di capacità TPU di nuova generazione, e con SpaceX per l’accesso a GPU in Colossus 1 e Colossus 2. Claude viene presentato come il primo modello frontier disponibile su tutte e tre le maggiori piattaforme cloud al mondo: Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure. AWS resta comunque il principale provider e partner di training.
La crescita commerciale è forse l’aspetto più solido di tutta la vicenda. Anthropic prevede di chiudere il secondo trimestre con ricavi per 10,9 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai tre mesi precedenti, grazie alla domanda crescente per il suo software AI. E sarebbe avviata verso il suo primo trimestre in utile.