Gboard si prepara a fare un salto in avanti che ha davvero pochi precedenti nel mondo delle tastiere per smartphone. Nell’ultima versione dell’app di Google sono spuntati segnali chiari di una funzione che permetterebbe di scrivere usando la lingua dei segni, inquadrata direttamente dalla fotocamera del telefono. In pratica il gesto delle mani verrebbe tradotto in testo sullo schermo, senza dover toccare un solo tasto.
La cosa parte da lontano. I ricercatori di Google Deep Mind lavorano già da tempo su strumenti basati sull’intelligenza artificiale capaci di interpretare i segni. Adesso quel lavoro sembra pronto ad atterrare su uno strumento che milioni di persone usano ogni giorno. Non è più solo un esperimento chiuso in un laboratorio, ma qualcosa che comincia a prendere forma dentro la tastiera vera e propria.
Chi conosce Gboard sa quanti modi ci sono già oggi per mettere nero su bianco un pensiero. C’è la digitazione classica, lettera dopo lettera. C’è lo scorrimento fluido del dito con la funzione Glide. E c’è la comodità della dettatura vocale, che ormai molti danno per scontata. La possibile aggiunta della lingua dei segni allargherebbe ancora di più questo ventaglio, con un occhio di riguardo verso l’accessibilità.
Come funzionerebbe la funzione Sign-to-Text
Il nome che compare nei file dell’app è Sign-to-Text, cioè dal segno al testo. L’idea di fondo è semplice da spiegare anche a chi non mastica tecnologia. La fotocamera riprende i movimenti delle mani, un sistema di intelligenza artificiale li riconosce e li converte in parole. Tutto qui, almeno sulla carta. Poi ovviamente dietro c’è un lavoro enorme di riconoscimento e di traduzione dei gesti, che non è affatto banale.
Un punto che merita attenzione riguarda la privacy. Secondo quanto emerso, il video registrato dalla fotocamera resterebbe sul dispositivo e non finirebbe sui server di Google. A viaggiare verso il cloud sarebbero soltanto i dati grezzi del gesto, quindi le informazioni essenziali sul movimento e non le immagini di chi sta usando il telefono. Una scelta che prova a mettere d’accordo l’esigenza di far girare l’intelligenza artificiale con quella di proteggere le persone davanti alla telecamera.
Va detto che si tratta ancora di una funzione in preparazione, individuata analizzando l’ultimo aggiornamento della tastiera. Non c’è quindi una data di lancio ufficiale né la certezza che arrivi in tutti i mercati allo stesso momento. Quello che si vede oggi è la tastiera Gboard che si sta attrezzando per accettare questo tipo di input, un segnale concreto che il progetto è vivo e sta camminando.
Per chi comunica ogni giorno attraverso i segni, una funzione del genere potrebbe fare una differenza enorme nella vita quotidiana. Poter scrivere un messaggio semplicemente muovendo le mani davanti allo schermo, senza passaggi intermedi, cambierebbe il modo di interagire con lo smartphone. Ed è proprio su questo terreno, quello dell’accessibilità reale e non di facciata, che Google sembra voler spingere con la sua tastiera più diffusa.