Un accordo che potrebbe cambiare gli equilibri nel mondo dei chip per l’intelligenza artificiale vede protagonisti Anthropic e Samsung, con l’azienda coreana pronta a produrre i futuri processori IA della società americana. A dirlo sono indiscrezioni arrivate dalla Corea del Sud, secondo cui la divisione Foundry di Samsung avrebbe messo le mani su un cliente di primo piano, sfruttando il proprio processo produttivo a 2 nanometri.
Il contesto è chiaro. Anthropic si è ritagliata uno spazio enorme grazie a modelli sempre più sofisticati, e ora punta a farsi i chip su misura. Non è la sola. In un settore dove NVIDIA continua a fare la parte del leone nella progettazione e nella vendita di acceleratori AI, anche colossi come Google, OpenAI e Amazon si stanno muovendo per costruire soluzioni interne, pensate per soddisfare esigenze di calcolo sempre più affamate di potenza.
Cosa aveva anticipato Anthropic sull’intesa con Samsung
Le informazioni che circolano riportano al comunicato diffuso da Anthropic in occasione del finanziamento della Serie H, chiuso nel mese di maggio. In quell’occasione l’azienda aveva svelato i suoi partner strategici per l’infrastruttura tecnologica, mettendo in fila Samsung, SK hynix e Micron. Il ruolo di queste società, stando a quanto dichiarato, sarebbe quello di garantire capacità di calcolo a sufficienza per reggere una domanda dei clienti che cresce senza sosta.
Il dettaglio che pesa arriva dalle fonti citate dal portale coreano NewsWorks. Tra tutti i partner elencati, Samsung sarebbe l’unica a possedere una divisione Foundry in grado di realizzare chip logici oltre ai classici componenti di memoria. Ed è proprio questa doppia natura ad averle spianato la strada verso la produzione dei prossimi processori AI di Anthropic.
La mossa di Samsung tra Anthropic e Tesla
Sempre secondo le stesse voci, all’interno di Samsung la decisione sarebbe già stata presa. Avviare la produzione dei chip destinati alla società americana significherebbe dare ossigeno alla divisione Foundry, che negli ultimi anni ha faticato parecchio sul fronte economico. Nuove commesse di questo peso potrebbero rimettere in moto un settore che aveva bisogno di una spinta. C’è poi un altro tassello interessante. Stando a quanto pubblicato su LinkedIn da Kim Jeong-gon, ingegnere senior di Samsung Foundry, il processore Tesla AI5 avrebbe raggiunto la fase di tape-out. Si tratta dell’ultimo passaggio del processo di progettazione, quello che precede l’avvio vero e proprio della produzione.
Il chip Tesla dovrebbe uscire dallo stabilimento Samsung di Taylor, sempre con il processo produttivo a 2 nanometri, per finire poi nei prodotti futuri della casa automobilistica. Un doppio fronte, insomma, che vede la Foundry coreana impegnata contemporaneamente su due dei nomi più discussi del momento nel campo dell’intelligenza artificiale.