AMD ha deciso di tenere in vita ancora a lungo la sua piattaforma di punta, e lo ha fatto sapere durante la presentazione al Computex 2026. Il messaggio è chiaro: il socket AM5 non andrà in pensione tanto presto, anzi accompagnerà gli utenti fino al 2029. Una scelta che premia chi ha già investito in una scheda madre compatibile e che, allo stesso tempo, conferma la strategia di lungo respiro adottata dall’azienda negli ultimi anni.
Durante l’evento, AMD ha colto l’occasione per festeggiare un anniversario importante: i 10 anni del socket AM4, la piattaforma che ha letteralmente cambiato le sorti dell’azienda. È stato proprio con AM4 che AMD ha iniziato la sua scalata verso il vertice del mercato dei processori desktop, fino a raggiungere quel dominio su Intel che fino a qualche anno prima sembrava quasi impensabile.
Dieci anni di AM4 e l’eredità raccolta da AM5
Vale la pena ricordare quanto sia stato longevo il socket AM4. Ha accompagnato un numero impressionante di generazioni: dalle architetture Zen e Zen+ con i Ryzen serie 1000 e 2000, passando per i Ryzen 3000 con Zen 2 e le APU Ryzen 4000, fino ad arrivare ai Ryzen 5000 basati su Zen 3. Proprio quest’ultima generazione ha permesso ad AMD di prendersi la leadership prestazionale, mettendo Intel in una posizione di rincorsa.
Nel 2022 è arrivato il cambio di passo con il debutto del socket AM5, presentato insieme alla serie Ryzen 7000 e all’architettura Zen 4. Già allora AMD aveva messo le carte in tavola, promettendo supporto per almeno due generazioni di processori e una permanenza sul mercato di cinque anni, quindi fino al 2027. Da quel momento in poi sono arrivate le APU Ryzen serie 8000 e l’attuale serie Ryzen 9000, costruita sull’architettura Zen 5. Senza dimenticare le APU desktop Ryzen AI serie 400, ormai pronte al lancio.
Cosa significa il supporto fino al 2029
Il punto interessante della presentazione riguarda proprio l’estensione del calendario. Senza fare il nome di nessuna futura generazione di processori, né di architetture ancora da svelare, AMD ha allungato di altri due anni la vita di AM5, spostando l’orizzonte dal 2027 al 2029. Una mossa che lascia intendere parecchio, anche senza dichiarazioni ufficiali troppo esplicite.
Tradotto in pratica, vuol dire che sulla stessa piattaforma arriverà almeno un’altra microarchitettura, quella che tutti si aspettano porti il nome di Zen 6, con le relative linee di prodotti derivate. Il dettaglio da tenere a mente è che AMD non ha presentato Zen 6 al Computex, e con ogni probabilità non lo farà nemmeno nel corso del 2026. L’ipotesi più concreta è che l’azienda mantenga la gamma attuale almeno fino al 2027, per poi lasciare spazio a Zen 6 nei due anni successivi, andando così a coprire l’intero periodo che porta fino al 2029.