Un numero che vale la pena leggere due volte: 0,12 litri d’acqua per kilowattora. È il consumo idrico registrato dalle operazioni globali nei data center di Amazon nel 2025, a fronte di una media del settore pari a 0,84 L/kWh. Un rapporto di oltre sette a uno che non è il risultato di un anno fortunato, ma di un percorso di miglioramento continuo che ha portato a un incremento dell’efficienza idrica del 52% dal 2021.
Come si ottiene questo risultato
La strategia di Amazon si basa su un principio semplice ma difficile da realizzare su scala globale: usare l’acqua il meno possibile, e usarla bene quando è necessario. I data center Amazon utilizzano il raffreddamento ad aria per la maggior parte dell’anno, ricorrendo all’acqua solo nelle giornate più calde quando il raffreddamento ad aria da solo non è sufficiente a mantenere le temperature operative nei parametri richiesti.
Quando l’acqua viene utilizzata, Amazon privilegia il ricorso all’acqua rigenerata, ovvero acqua che altrimenti andrebbe sprecata o non sarebbe utilizzabile, in un numero di strutture superiore a qualsiasi altra azienda del settore. La collaborazione con le comunità locali per sviluppare programmi di recupero e riutilizzo delle risorse idriche fin dalle loro fasi iniziali completa un approccio che punta a ridurre l’impatto netto sull’ambiente idrico locale, non solo a ottimizzare i consumi interni.
L’obiettivo “water positive” entro il 2030
Amazon ha annunciato l’obiettivo di diventare “water positive” entro il 2030: restituire alle comunità più acqua di quanta ne venga consumata nei propri data center. A metà percorso, i progressi sono concreti. Nel 2025 l’azienda ha già restituito il 75% dell’acqua utilizzata e ha annunciato oltre 50 progetti idrici che, una volta pienamente operativi, consentiranno di reintegrare circa 22 miliardi di litri d’acqua all’anno negli ecosistemi locali. Il 75% del percorso verso l’obiettivo finale è già stato completato, un risultato che Amazon attribuisce agli investimenti pluriennali in tecnologie di raffreddamento proprietarie e a sistemi di gestione idrica sempre più intelligenti.
Un settore che vale meno dello 0,5% dei consumi industriali mondiali
Vale la pena contestualizzare i numeri: il settore dei data center nel suo complesso rappresenta meno dello 0,5% del consumo industriale mondiale di acqua. Un dato che ridimensiona la percezione comune sull’impatto idrico dell’infrastruttura digitale, pur non riducendo l’importanza di continuare a migliorare l’efficienza in un comparto destinato a crescere significativamente nei prossimi anni con l’espansione dell’AI e del cloud computing.