Di recente, Amazon ha intrapreso una nuova azione per contrastare l’utilizzo di applicazioni non ufficiali sulle sue Fire TV Stick. Il colosso è intervenuto direttamente da remoto per disattivare app molto diffuse tra chi cerca contenuti premium senza abbonamenti, come Blink Streamz, Ocean Streamz, Flix Vision e Live NetTV. A segnalare l’azione è stata AFTVNews, confermando che, al tentativo di avviare le app, ora compare un messaggio che le definisce “potenzialmente pericolose”.
Secondo quanto dichiarato da Amazon, alcune di queste applicazioni avrebbero mostrato comportamenti definiti “malevoli”. In particolare, si sospetta che i software abbiano sfruttato i dispositivi degli utenti trasformandoli in nodi proxy residenziali. Questa tecnica, adottata senza il consenso dell’utente, consente di vendere a terzi l’accesso a IP domestici. Una pratica non solo pericolosa dal punto di vista della sicurezza, ma anche eticamente discutibile.
Sky accusa Amazon di fare poco contro la pirateria
L’azienda ha precisato che la sicurezza dei clienti rappresenta una priorità e che le applicazioni di terze parti vengono monitorate costantemente per prevenire potenziali minacce. Non è però la prima volta che Amazon viene criticata per un’eccessiva intrusione. In passato, anche piattaforme innocue come launcher alternativi sono state oggetto di blocchi, generando il sospetto che l’intento non sia solo la protezione dell’utente, ma anche il mantenimento del controllo sulla piattaforma e sulla pubblicità visualizzata.
Tale mossa arriva mentre la pressione da parte delle grandi aziende del settore dei contenuti si intensifica. Sky, per voce del suo Chief Operating Officer Nick Herm, ha puntato il dito contro Amazon, accusandola di non fare abbastanza per limitare la pirateria. Secondo Herm, circa la metà dei casi di streaming illegale nel Regno Unito sarebbe riconducibile all’uso di Fire TV Stick modificate.
Il fenomeno delle “Fire Stick jailbroken” è ormai ampiamente diffuso. Molti utenti utilizzano il sideloading, ossia l’installazione di app da fonti esterne, per accedere a contenuti a pagamento senza sottoscrivere abbonamenti. Anche grazie all’uso di VPN, riescono ad aggirare le limitazioni regionali o i controlli di sicurezza. Le implicazioni legali restano comunque pesanti. In quanto modificare i dispositivi per accedere a materiale protetto da copyright può comportare conseguenze penali. Amazon si trova dunque tra due fuochi. Da un lato la necessità di proteggere i propri utenti e la legalità della piattaforma, dall’altro la pressione delle major del settore e il malcontento di una parte del pubblico.