A Bolzano arrivano colonnine di ricarica pensate per mettere fine a un problema che chi guida elettrico conosce bene, ovvero gli stalli occupati da chi parcheggia senza collegare l’auto. Powy ha annunciato l’installazione di 35 nuovi punti di ricarica distribuiti su 18 stazioni, con un investimento di circa 700 mila euro, e la vera novità sono i sensori anti-sosta abusiva montati direttamente sull’asfalto per scoraggiare i cosiddetti furbetti.
La cosa si inserisce in un momento particolare per l’Italia, dove il tema delle infrastrutture per la ricarica elettrica sta correndo veloce. Il Governo ha da poco stanziato 120 milioni di euro per trasformare i vecchi distributori di benzina in punti di ricarica, mentre la crescita delle rinnovabili sta cambiando il momento migliore per fare il pieno di energia. Bolzano però sceglie di andare sul pratico, affrontando un fastidio quotidiano più che una grande questione nazionale.
Tipi di ricarica e sensori sull’asfalto
Il progetto complessivo mette insieme tecnologie diverse per coprire tutte le esigenze. Ci sono 1 stazione in AC, 9 in DC, 6 in DC+ e 2 in tecnologia HPC ad alta potenza. Nella prima fase, con le 8 stazioni attive entro fine luglio, i 16 punti operativi si dividono così, 2 in AC, 6 in DC, 6 in DC+ e 2 in HPC. Un bel mix che passa dalla ricarica lenta per le soste lunghe fino a quella ultra rapida per chi va di fretta.
La parte più interessante resta quella dei sensori intelligenti installati direttamente sul manto stradale. Questi dispositivi rilevano la presenza dei veicoli negli stalli e riescono a capire se un’auto è davvero collegata alla colonnina oppure se sta semplicemente parcheggiando dove non dovrebbe. “L’attivazione delle stazioni Powy a Bolzano consolida il percorso avviato in sinergia con l’amministrazione comunale, che ha riconosciuto la qualità del nostro progetto”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Powy, Federico Fea. “Con Bolzano andiamo a consolidare ulteriormente il nostro posizionamento nei Comuni più importanti in Italia. Portiamo non solo servizi di ricarica, ma un portafoglio di soluzioni volto a migliorare l’esperienza nel tempo, anticipando le necessità dei clienti”.
Dove saranno le nuove stazioni
Il piano prevede in tutto 18 stazioni sul territorio comunale. Di queste, 15 sono già installate, 2 aspettano gli ultimi permessi amministrativi e 1 verrà presa in gestione a partire dal 2029. Entro fine luglio saranno operative 8 stazioni per 16 punti aperti al pubblico, in zone considerate strategiche come Via Milano, Via Volta, Via Cassa di Risparmio, Via Claudia Augusta e Viale Europa. I numeri raccontano bene il momento della zona. Aggiornati a marzo 2026, i dati indicano il Trentino Alto Adige come la regione italiana con la crescita percentuale più alta per punti di ricarica pubblici, un bel 35,6 per cento nell’ultimo anno. Un ritmo che, secondo l’azienda, rende necessario affiancare all’aumento dei numeri anche criteri di qualità e gestione più evoluti, proprio quello che Bolzano prova a fare con i sensori a terra.
Una soluzione già vista altrove
Il progetto bolzanino ricalca quanto Powy ha già messo in campo in altre città italiane, dalla rete di colonnine di Milano fino alle installazioni nei centri commerciali. L’azienda ha piazzato punti di ricarica presso store Tigros, Pittarello e il Centro Commerciale Al Magnifico, con l’idea di intercettare chi ricarica l’auto mentre fa la spesa. La strategia punta su una copertura capillare e su servizi accessori più che sulla sola potenza dei singoli punti. Un approccio diverso rispetto a chi insegue i record in termini di kW erogati, come BYD con le colonnine Flash Charge da 1.000 kW.
Il progetto per Bolzano è stato selezionato dalla commissione comunale, che ha valutato positivamente l’approccio integrato della proposta e la rispondenza ai criteri qualitativi previsti dal bando pubblico. Powy afferma di voler coniugare la rapida espansione delle infrastrutture con standard elevati sotto il profilo della sostenibilità e dell’operatività quotidiana, un equilibrio che, se confermato nella pratica, potrebbe rendere Bolzano un modello da replicare anche in altre città italiane alle prese con lo stesso problema di stalli occupati impropriamente.


