La cancellazione di Wonder Man è arrivata quando ormai nessuno se l’aspettava, e questo è il dettaglio che rende tutta la faccenda ancora più strana. Marvel ha deciso di chiudere la serie nonostante il rinnovo per una seconda stagione fosse stato annunciato lo scorso marzo. Una scelta che, a quanto pare, ha spiazzato un po’ tutti, comprese le persone più vicine al progetto.
Il primo a rimanere sorpreso sembra essere stato proprio lo showrunner, Destin Daniel Cretton, che in questi giorni ha portato al cinema Spider-Man: Brand New Day, film che secondo le prime stime sugli incassi si preannuncia un bel successo. Insomma, mentre da una parte c’era di che festeggiare, dall’altra arrivava una doccia fredda.
Una seconda stagione che non è mai davvero partita
Il punto è che la produzione della seconda stagione di Wonder Man pare non sia mai realmente cominciata. Niente writers’ room, quella stanza degli sceneggiatori che di solito segna l’inizio vero e proprio dei lavori, e gli autori sono stati liberati dai loro impegni per potersi dedicare ad altro. Segnali che, messi in fila, raccontano parecchio.
Il paradosso resta il rinnovo di marzo. Lo show era stato accolto bene dalla critica, che aveva premiato soprattutto le interpretazioni dei due protagonisti, Yahya Abdul-Mateen II e Ben Kingsley. Due nomi di peso, due prove convincenti, e alla fine tutto questo non è bastato a garantire un futuro alla serie.
I personaggi potrebbero comunque tornare
Disponibile su Disney+ dallo scorso gennaio, Wonder Man non segna per forza la fine della strada per i suoi protagonisti. C’è la possibilità concreta che i personaggi vengano recuperati all’interno di altre produzioni collegate al Marvel Cinematic Universe, cosa tutt’altro che rara nel modo in cui Marvel gestisce il suo universo.
Va detto che Yahya Abdul-Mateen II grazie a questa serie ha ottenuto una candidatura agli Emmy Awards come miglior attore protagonista in una serie comedy. Un riconoscimento importante, che però stona con quello che gli indizi lasciano intuire sul fronte delle visualizzazioni, dove il progetto potrebbe non aver raccolto numeri particolarmente brillanti.
Parte della responsabilità sembra ricadere su una promozione un po’ in sordina. L’impressione, insomma, è che Disney non stesse puntando davvero forte su questo titolo, figlio di una fase più legata alla quantità che alla qualità dei contenuti. Eppure, nonostante tutto, uno show che a modo suo era riuscito a farsi notare e a brillare.


