La fornitura di DRAM destinata ai produttori indipendenti di moduli di memoria potrebbe ridursi a un misero 30 per cento rispetto ai volumi del 2026, e questo scenario disegnato da C.K. Chang, amministratore delcato di Apacer, racconta bene quanto sia teso il mercato in questo momento. Il produttore taiwanese, che compra wafer dai grandi nomi del settore e li trasforma in prodotti finiti, si trova davanti a una catena di approvvigionamento che si stringe sempre di più, con la domanda di HBM e memorie per server che divora capacità produttiva a ritmo continuo.
Chang ha parlato durante la conferenza per gli investitori del primo semestre 2026, tenutasi il 24 luglio, e nelle interviste rilasciate subito dopo. Gli aumenti di prezzo della memoria dovrebbero rallentare nella seconda metà del 2026, pare perché i consumatori hanno cominciato a considerare la RAM semplicemente troppo cara. Ma le carenze pesanti, secondo lui, andranno avanti almeno fino a metà 2027, con la DRAM nel ruolo di segmento più tirato di tutti.
Il rischio più grosso per Apacer, spiega Chang, non è più pagare i chip troppo cari. Il vero problema è non riuscire a ottenere alcuna fornitura. Proprio per prepararsi al peggio, l’azienda ha gonfiato le scorte fino a 12,4 miliardi di dollari taiwanesi, circa 353 milioni di euro, a fine giugno, contro gli 8,38 miliardi del trimestre precedente, con un balzo di circa il 48 per cento. In più sta organizzando un prestito sindacato quinquennale fino a 4 miliardi di dollari taiwanesi, circa 114 milioni di euro, per comprare chip aggiuntivi ogni volta che i produttori li rendono disponibili.
Perché HBM e server RAM stanno mangiando tutta la capacità
Attenzione a non fraintendere il dato: la previsione di Chang non significa che la produzione mondiale di DRAM calerà di oltre il 70 per cento. Si riferisce solo alla quota che i grandi produttori destinano alle aziende a valle come Apacer, che impacchettano i chip in DIMM, SSD e memorie embedded. I costruttori stanno riservando sempre più output per la HBM, la memoria per server e altri prodotti acquistati direttamente dai colossi dell’AI e del cloud.
Samsung, SK Hynix e Micron, i tre giganti che insieme controllano oltre il 90 per cento del mercato globale, danno priorità ai prodotti a margine più alto perché la spesa in infrastrutture AI si mangia una fetta crescente della capacità. Chang stima che circa il 60 per cento della capacità DRAM sia ormai indirizzata verso applicazioni server, lasciando i tradizionali DDR4 e DDR5 a contendersi le briciole. I moduli DDR5 RDIMM per server hanno visto i rincari più aggressivi e restano quelli con il maggior potenziale di ulteriori aumenti. La domanda da server AI, storage aziendale, computer industriali e sistemi edge resta robusta. Quella di PC consumer e smartphone è nettamente più debole e più sensibile ai costi. Ma anche così, la richiesta dal mercato consumer basta ad assorbire la fornitura che si assottiglia. La carenza sta arrivando perfino sul prezzo delle auto, ben oltre l’elettronica di consumo.
Pure la NAND flash viene risucchiata dal boom dell’AI. Gli SSD enterprise ad alta capacità servono sempre più per model storage, staging dei dati e offloading della cache, permettendo alle porzioni meno calde dei carichi AI di uscire dalla costosa DRAM. La flash non sostituisce la DRAM, offre banda molto inferiore, ma può fare da livello intermedio nei sistemi di memoria AI.
Chang prevede che i prezzi contrattuali della DRAM salgano di circa il 30 per cento nel terzo trimestre 2026 e la NAND di oltre il 20 per cento, con una moderazione nel quarto trimestre. Alcuni analisti spingono la stima fino al 40 per cento per la DRAM nel terzo trimestre. E il CEO di Adata arriva a immaginare dieci anni di penuria. I produttori cinesi non porteranno sollievo immediato. Chang riconosce che i DDR5 di CXMT sono diventati competitivi e che sia CXMT sia YMTC hanno ridotto il divario di prezzo con i fornitori internazionali. Però la domanda interna cinese già supera l’offerta disponibile, mentre rese, validazione e compatibilità continuano a frenare. I prezzi dei nuovi moduli CXMT, tra l’altro, risultano simili a quelli dei tre grandi. Accumulare memoria a prezzi record espone al rischio di perdite pesanti se il mercato si ribalta, ma Apacer dice di non vedere segnali di crollo e scommette che avere memoria costosa nel 2027 sarà molto meglio che non averne affatto da vendere.


