INWIT non molla la presa e porta la battaglia legale a un nuovo livello. La tower company italiana ha infatti depositato nei giorni scorsi i reclami cautelari contro le decisioni del Tribunale di Milano, che aveva respinto le istanze presentate dall’azienda nei confronti di TIM e di Fastweb + Vodafone per il loro recesso dai contratti MSA. Una mossa che conferma quanto la posta in gioco sia alta.
La comunicazione è arrivata il 28 luglio 2026, a margine della presentazione dei risultati finanziari del secondo trimestre 2026, quello chiuso al 30 giugno. Infrastrutture Wireless Italiane, questo il nome per esteso, ha registrato numeri in linea con la propria guidance, che rimane confermata nonostante lo scontro aperto con i suoi Anchor Tenants sui relativi accordi.
I reclami depositati contro le ordinanze del Tribunale di Milano
Per capire come si è arrivati a questo punto bisogna fare un passo indietro. Lo scorso 13 luglio 2026 sia INWIT che TIM avevano annunciato che, con ordinanza dell’11 luglio, il Tribunale di Milano aveva respinto il ricorso cautelare presentato dalla tower company contro il recesso dal Master Service Agreement annunciato da TIM il 29 marzo 2026. Il giudice aveva ritenuto non sussistente il requisito dell’urgenza necessario per adottare misure cautelari, rimandando tutto al giudizio di merito.
Stessa sorte per l’altra causa. Il 14 luglio INWIT ha reso noto che, con ordinanza del 13 luglio 2026, il Tribunale aveva rigettato anche l’istanza presentata contro il recesso dal contratto MSA annunciato da Fastweb + Vodafone il 25 marzo 2026. In entrambi i casi l’azienda aveva già fatto sapere che avrebbe presentato reclamo, e così è stato.
Nel comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026, tra gli eventi successivi al 30 giugno, INWIT ha spiegato di aver depositato rispettivamente il 27 e il 28 luglio 2026 due distinti reclami cautelari contro le ordinanze del Tribunale di Milano. In questo modo l’azienda contesta le conclusioni che hanno portato al rigetto delle due istanze, in attesa del giudizio di merito.
I risultati del trimestre e la posizione della tower company
A commentare i conti e il proseguimento delle cause è stato Diego Galli, Direttore Generale di INWIT. Ha sottolineato la capacità industriale dell’azienda, dimostrata da progetti complessi come il Piano Italia 5G per l’eliminazione del digital divide in 500 kmq di territorio, ribadendo l’impegno a investire nello sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione a supporto della crescita del paese.
Sui numeri Galli è stato chiaro. I risultati del secondo trimestre, ha spiegato, riflettono il contesto industriale attuale con una contrazione di utili e investimenti, ma restano allineati alla guidance che prevede il ritorno alla crescita del business nel 2027. Sul fronte legale il tono resta combattivo: la società ha presentato reclamo contro le ordinanze, convinta della fondatezza delle proprie ragioni.
Secondo INWIT, l’aumento della conflittualità con gli anchor tenants, formalizzato nelle disdette degli MSA ricevute a marzo 2026, sarebbe finalizzato a ottenere una rinegoziazione dei contratti definita “squilibrata e ingiustificata”. Contratti che, a giudizio dell’azienda, restano validi ed efficaci fino al 2038.
La tower company intanto tiene il punto sul proprio modello di business. Parla di un’infrastruttura digitale capillare e non replicabile, di interesse critico nazionale, con siti in posizioni strategiche su tutto il territorio italiano e standard qualitativi d’eccellenza, capaci di garantire prestazioni elevate e massima affidabilità operativa. Per questo, nonostante i contenziosi con TIM e Fastweb ancora aperti, INWIT ha deciso di confermare la sua guidance per il 2026 e le prospettive di medio termine.


