Me Meme è sparita da Google Foto senza un avviso, senza una riga di spiegazione, come se non fosse mai esistita. La funzione era arrivata a inizio anno e permetteva di trasformare le proprie foto in meme sfruttando l’intelligenza artificiale generativa. Poco appariscente, va detto, ma anche una delle novità meno longeve mai viste dalle parti di Mountain View. Adesso non c’è più, e nessuno si è preso la briga di dirlo agli utenti.
Una rimozione decisa, non un semplice guasto
Che non si tratti di un bug o di una manutenzione passeggera lo dicono i fatti. Google ha cancellato Me Meme su più fronti nello stesso momento. La pagina di supporto che aveva annunciato la funzione è stata eliminata, e la lista delle cosiddette creazioni dentro l’app non la nomina più almeno dal mese di maggio. Segnali abbastanza chiari, insomma, per capire che qui la scelta è stata voluta e non frutto di un intoppo tecnico.
A togliere ogni dubbio ci pensa anche un’analisi del codice sorgente di Google Foto nella versione 7.86. Tutte le stringhe e le attività collegate a Me Meme sono state rimosse per intero dall’applicazione. Niente residui, niente tracce nascoste in attesa di riattivazione. La funzione è stata proprio staccata e portata via.
Le ragioni ufficiali, manco a dirlo, non esistono. Google non ha comunicato nulla, non ha pubblicato annunci e finora non ha nemmeno risposto alle richieste di commento. Le ipotesi che girano sono un paio e restano tali. La prima parla di un utilizzo troppo scarso, la seconda tira in ballo la privacy, perché manipolare in chiave goliardica le immagini di persone reali potrebbe aver creato qualche grattacapo. Solo speculazioni, comunque, senza conferme dall’azienda.
Il vero nodo è il metodo, non la funzione
Quel che è certo è che Me Meme ha avuto una vita cortissima, ammesso di poterla chiamare vita, dal momento dell’annuncio fino alla cancellazione avvenuta nel più totale silenzio. Poteva anche piacere a qualcuno, ma parliamo comunque di una funzione di nicchia, di quelle che difficilmente lasciano un vuoto enorme quando spariscono. Il problema, quello vero, sta altrove. C’è un modo di procedere che si ripete con una certa regolarità. Google continua a presentare funzioni che a volte arrivano dopo mesi e mesi di attesa, a volte non arrivano proprio, e quando finalmente approdano sui dispositivi non è affatto detto che restino. Un giorno ci sono, quello dopo magari no.
Questo modo di fare rende parecchio complicato fidarsi delle novità annunciate. Perché se una funzione può svanire da un momento all’altro, senza preavviso e senza spiegazioni, l’entusiasmo iniziale finisce per raffreddarsi in fretta. La lista delle idee lanciate e poi abbandonate da Google si allunga, e Me Meme ne è solo l’esempio più recente, sepolto insieme a tante altre che hanno fatto la stessa fine dentro l’universo di Google Foto.


