Pubblicità che spuntano dopo ogni telefonata su Android non sono affatto una nuova funzione da accettare a denti stretti. Dietro quei banner improvvisi si nasconde una vera e propria truffa pubblicitaria, battezzata AfterCall, che alcuni ricercatori hanno individuato dentro decine di applicazioni presenti sul Google Play Store. La buona notizia è che si può intervenire, e senza troppa fatica.
Il meccanismo parte da app che sembrano innocue. Calendari, sveglie, blocchi note, insomma quelle utility che chiunque scarica senza pensarci due volte. Il problema arriva subito dopo l’installazione, quando questi programmi chiedono i cosiddetti permessi di overlay, ovvero l’autorizzazione a comparire sopra le altre schermate. Ed è proprio grazie a questa possibilità che riescono a piazzare la loro pubblicità sopra l’interfaccia delle chiamate.
Come la pubblicità si prende il controllo delle chiamate
Il trucco è piuttosto raffinato. Queste app riescono a capire quando una telefonata è terminata e, in quel preciso momento, lanciano un annuncio a schermo intero mascherato da falsa schermata di informazioni sulla chiamata. Sembra tutto parte del normale funzionamento del telefono, e per questo l’utente medio difficilmente sospetta che ci sia qualcosa di losco sotto. Vale la pena ricordare un dettaglio importante. I permessi di overlay non si concedono con un semplice avviso durante l’installazione. Fanno parte di quelli che vengono chiamati permessi speciali, che richiedono un passaggio manuale dentro le impostazioni di sistema. In teoria le app dovrebbero chiedere questa autorizzazione spiegando bene il motivo. I truffatori dietro AfterCall invece si inventano scuse: dicono che senza quel permesso la sveglia non suonerebbe correttamente, oppure fanno crashare l’applicazione se l’utente rifiuta.
Come eliminare gli annunci AfterCall
La cosa fastidiosa è che questi annunci arrivano fuori contesto. Compaiono dopo una chiamata, con contenuti che non hanno nulla a che vedere con l’utility scaricata, e questo rende parecchio complicato risalire al colpevole. Le app in questione non sembrano pericolose a colpo d’occhio e nemmeno spuntano nella lista delle applicazioni recenti mentre mostrano la pubblicità, quindi collegare le due cose non è affatto immediato.
Chi si ritrova con questo problema può fare un controllo mirato. Basta andare su Impostazioni, poi Applicazioni, quindi cercare la voce Accesso speciale alle app, che a volte si nasconde dietro il menu con i tre puntini. Da lì si seleziona il tipo di permesso e si dà un’occhiata alle app che hanno l’autorizzazione a comparire in primo piano. Se ne salta fuori qualcuna sconosciuta, o che non ha alcun motivo di avere quel permesso, la cosa migliore è disinstallarla subito. Un consiglio che vale sempre: fare ogni tanto una revisione di questi permessi e togliere quelli che non servono davvero. Dal punto di vista dell’utente, queste applicazioni sembrano più che altro una seccatura piuttosto che programmi realmente pericolosi che vanno a caccia di dati sensibili. Detto questo, installare qualsiasi software che chiede permessi non necessari resta comunque un rischio da non sottovalutare. Chi ci rimette davvero sono i brand, che vedono bruciati i loro soldi in advertising e rischiano pure di farsi una brutta fama agli occhi degli utenti. Anche se, diciamocelo, a chi ha il telefono invaso da questi banner interessa soprattutto una cosa: smettere di vederli dopo ogni chiamata.


