Il lancio di Battlefield 6 ha portato risultati che hanno superato le previsioni interne di Electronic Arts, e la conseguenza più immediata di questo successo si è vista sulla busta paga del vertice aziendale. L’ultimo report finanziario diffuso dalla compagnia racconta di uno sparatutto bellico che ha fatto centro, andando oltre gli obiettivi fissati dai piani alti. Un risultato che, come spesso accade in questi casi, si traduce in cifre concrete anche per chi siede in cima alla piramide.
A beneficiarne è stato soprattutto Andrew Wilson, amministratore delegato di EA, il cui stipendio è cresciuto proprio sulla scia delle ottime performance del gioco. Quando un titolo di punta rende più del previsto, i bonus legati agli obiettivi scattano quasi in automatico, e Wilson si è ritrovato con un compenso decisamente più corposo rispetto al periodo precedente. Nulla di anomalo per gli standard del settore, dove i premi ai dirigenti seguono l’andamento dei prodotti principali.
Il rovescio della medaglia: i licenziamenti in DICE
Il punto che ha fatto storcere il naso a molti, però, riguarda il contrasto piuttosto stridente tra questi numeri positivi e quanto accaduto agli sviluppatori. Perché mentre il compenso del CEO saliva, in DICE ci sono stati dei licenziamenti. Lo studio che ha materialmente costruito il successo di Battlefield 6 ha visto ridursi il proprio organico, una situazione che difficilmente passa inosservata quando si mette a confronto con l’aumento arrivato ai piani alti.
È una dinamica che tende a far discutere, e non serve essere esperti del settore per capire il motivo. Da una parte c’è un gioco che ha portato risultati importanti, dall’altra ci sono le persone che lo hanno realizzato e che si sono ritrovate senza lavoro. La coincidenza temporale tra l’annuncio delle performance economiche e i tagli al personale ha alimentato le polemiche, con parecchi appassionati e addetti ai lavori che hanno sottolineato quanto poco senso abbia questa combinazione. Il caso finisce così per riaccendere un tema ricorrente all’interno dell’industria dei videogiochi, quello del divario tra i guadagni della dirigenza e le condizioni di chi lavora sui progetti. Electronic Arts ha comunque scelto di comunicare apertamente sia il buon andamento di Battlefield 6 sia l’incremento retributivo di Wilson, mettendo nero su bianco dei dati che parlano da soli. E proprio la trasparenza di quei numeri ha reso ancora più evidente il contrasto con la sorte toccata a parte del team di sviluppo.


