La memoria DRAM è diventata il vero campo di battaglia dell’industria dei chip, e ora Samsung ha deciso di spingere le sue fabbriche al massimo con un obiettivo piuttosto chiaro: evitare che Apple finisca tra le braccia dei produttori cinesi. La situazione è degenerata al punto che gran parte della produzione di memoria di Micron, Samsung e SK Hynix va a coprire la fame insaziabile dei centri dati e dell’intelligenza artificiale, lasciando il settore consumer praticamente a secco.
Non è certo una novità. Se ne parla da mesi, spesso con toni di frustrazione. Eppure, mentre si annunciavano nuove fabbriche per far fronte alla domanda mostruosa, il problema restava lo stesso: quelle strutture erano pensate per produrre ancora più memoria destinata ai data center, quegli stessi che stanno creando il collo di bottiglia. La cosa è sfuggita di mano al punto che diversi marchi consumer hanno iniziato a guardare verso produttori cinesi come CXMT o YMTC. E qui entra in gioco la mossa di Samsung, che ha scelto di ampliare la produzione di DRAM standard.
Salvare il soldato Apple
La ruota deve continuare a girare, nonostante tutto. Alcuni marchi resteranno indietro, schiacciati dai prezzi altissimi della RAM che li costringono ad alzare i listini con il rischio che il consumatore non voglia proprio pagarli. Apple, invece, è tra quelle aziende che nuovi dispositivi li lancerà comunque, punto.
Anche se iPhone 18 è atteso per l’inizio del 2027, a settembre dovremmo vedere almeno iPhone 18 Pro e il pieghevole, due dispositivi dal prezzo ancora incerto ma che ovviamente hanno bisogno di RAM e archiviazione. Sono proprio i due componenti più problematici in questo momento, e sappiamo bene che Apple non si fa scrupoli ad aumentare i prezzi. Più di una volta, tra l’altro.
Il punto è semplice: per vendere servono componenti. Se la produzione di Samsung, SK Hynix e Micron non basta, Apple guarderà altrove, e altrove significa i produttori cinesi. In particolare CXMT, che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante nei processi di fabbricazione della sua memoria. Da settimane circola la voce che ad Apple non dispiacerebbe affatto avere CXMT tra i propri fornitori.
La strategia dietro l’ampliamento
CXMT ne sarebbe entusiasta, ovviamente. Negli Stati Uniti però c’è chi avverte che Apple si caccerebbe nei guai e che, in fondo, tutto questo potrebbe essere una recita per strappare prezzi migliori ai fornitori abituali, cioè Samsung stessa. Manovra o meno, sembra aver funzionato: Samsung starebbe ampliando i suoi impianti di Hwaseong per aumentare la fornitura di DRAM di prodotti base.
Questo stabilimento si concentrerebbe su memorie DDR di consumo e LPDDR per dispositivi mobili. L’ampliamento permetterebbe a Samsung di aumentare la capacità produttiva di DRAM standard di circa il 15% entro la fine del 2026. Un messaggio nemmeno troppo velato ad Apple: possiamo darti tutta la DRAM che ti serve, smettila di guardare alla Cina.
Al momento i conti di Samsung volano grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale, ma se un giorno tutto questo dovesse sgonfiarsi e le cose tornassero alla normalità, ritrovarsi uno dei clienti principali finito tra le braccia di un partner esterno non sarebbe affatto piacevole. Soprattutto se quel partner è un terzo con cui i rapporti sono ben più freddi rispetto a Micron o SK Hynix, con cui la competizione c’è ma pare esserci anche una certa cortesia reciproca.
Oltre a corteggiare un gigante come Apple, la riorganizzazione dello stabilimento risponde a una questione molto più pratica. L’azienda dispone di diversi complessi, ma per creare questa DRAM base i processi erano sparsi tra varie fabbriche, allungando i tempi più del necessario. Con la riorganizzazione, oltre a espandere la capacità produttiva, i sistemi vengono concentrati in un unico luogo per migliorare l’efficienza. Non si tratta tanto di produrre di più, quanto di produrre in modo più intelligente. Vedremo se quel 15% in più sarà sufficiente ad alleggerire un mercato ormai saturo e, soprattutto, se la decisione arriverà in tempo.


