Un paio di aggiornamenti che passano quasi inosservati ma che portano qualche cambiamento concreto, soprattutto per chi ha un orologio al polso. Google ha distribuito Play Services v26.29 e Play Store v52.5, due pacchetti silenziosi che non stravolgono nulla ma sistemano alcune cose che valeva la pena sistemare. Chi possiede un Pixel Watch o è abituato a curiosare tra le pagine del Play Store alla ricerca di qualcosa da leggere farebbe bene a dare un’occhiata alle novità.
Express Pay sul polso e menu rinominati
La modifica più utile riguarda Express Pay su Pixel Watch. Da adesso si può configurare direttamente dall’orologio, senza dover per forza tirare fuori lo smartphone. La funzione era arrivata con Pixel Watch 2 e con i modelli successivi nel marzo 2026, però l’attivazione costringeva comunque a mettere mano al telefono. Con questo aggiornamento l’intera procedura di configurazione avviene dal polso, che poi è esattamente il modo in cui dovrebbe funzionare qualcosa pensato per un dispositivo indossabile. Piccolo dettaglio, ma di quelli che tolgono un fastidio quotidiano.
Sempre dentro Play Services v26.29 c’è un ritocco al menu delle impostazioni. La voce che gestisce le applicazioni collegate cambia nome e diventa Linked apps ovunque, dai telefoni alle TV, passando per auto e smartwatch. È una modifica soltanto terminologica, niente di più, ma allinea finalmente le impostazioni con la documentazione ufficiale di Google, che quella dicitura la usava già da tempo. Avere meno confusione tra le pagine di supporto e i menu del dispositivo non fa mai male a nessuno.
Novità dentro il Play Store
Passando a Play Store v52.5, la cosa più evidente riguarda l’espansione di Play Shorts. Il feed ora mostra anche anteprime di fumetti sfogliabili con uno swipe, e se un titolo cattura l’attenzione si può saltare direttamente alla storia completa. Un modo per trasformare quei momenti di scorrimento distratto in qualcosa di leggibile davvero.
Lo stesso aggiornamento porta poi una dashboard Play Games Sidekick più stabile, oltre alla possibilità di riprendere le ricerche di viaggio dalle applicazioni di terze parti integrate senza dover ricominciare ogni volta da zero. Chi pianifica spostamenti saltando da un’app all’altra sa quanto conti non perdere il filo.
Il resto è manutenzione ordinaria, di quella che non si nota ma serve. Ci sono correzioni di bug per la gestione del sistema, nuovi strumenti destinati agli sviluppatori di Maps e alcune integrazioni pensate per il portafoglio digitale, distribuite su Auto, PC, TV e Wear. Nulla di clamoroso, ma il tipo di lavoro dietro le quinte che tiene in piedi l’esperienza d’uso di tutti i giorni.


