Il bambù sta diventando un alleato inatteso nella battaglia contro l’avanzata del deserto, e a scommetterci sul serio è la Cina. In alcune zone del pianeta la lotta alla desertificazione si è trasformata in una sfida vera e propria, di quelle che si vincono solo mettendo in campo la scienza. Del resto parliamo di uno degli effetti più concreti del cambiamento climatico, la piaga che segna questo millennio più di tante altre.
Fermare la sabbia non è soltanto una questione paesaggistica. Significa salvare terreni agricoli, difendere intere comunità che vivono nelle vicinanze e che altrimenti rischiano di essere lentamente inghiottite dalle dune. Un problema pratico, quotidiano, per chi in quei territori ci abita davvero.
Il punto è che molte delle soluzioni provate finora hanno mostrato limiti evidenti. Alcune reggono solo per pochi anni, altre lasciano un’impronta ambientale piuttosto pesante. Ed è proprio qui che entra in gioco l’idea cinese, inserita nel gigantesco progetto della Grande Muraglia Verde, il piano che punta a rallentare la desertificazione nel nord del Paese.
Barriere intrecciate e vasche per l’acqua piovana
I ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze Forestali hanno deciso di puntare sul bambù per costruire barriere intrecciate, capaci di bloccare il movimento della sabbia. È la prima parte del lavoro, quella più visibile. Ma non l’unica, perché in parallelo sono state realizzate anche speciali vasche pensate per raccogliere l’acqua piovana. L’acqua viene poi convogliata in profondità, dove serve davvero, cioè dove può favorire la crescita della vegetazione.
Resta però una domanda naturale. Perché proprio il bambù, tra le tante soluzioni possibili? La scelta non è casuale e ha a che fare con le caratteristiche di questa pianta, capace di crescere in fretta e di offrire un materiale resistente per costruire quelle strutture che devono frenare la sabbia. Un approccio che unisce ingegneria e natura, senza gli effetti collaterali di altri metodi più invasivi.
Il progetto della Muraglia Verde resta uno dei tentativi più ambiziosi mai messi in campo per contrastare l’avanzata del deserto nel nord della Cina. E l’uso del bambù rappresenta un tassello nuovo di questa strategia, un modo per provare a rendere le barriere più durature e allo stesso tempo più sostenibili rispetto a quanto sperimentato in passato.


