Fonbet è finita nel mirino dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nelle scorse ore ha oscurato la piattaforma russa di scommesse online al centro del caso che è costato ad Andrea Pirlo la panchina della Nazionale italiana. Un nome che fino a poco tempo fa dicevano poco o niente, persino alle autorità italiane, e che ora si ritrova sotto i riflettori per tutti i motivi sbagliati.
Come Pirlo ha portato Fonbet sotto i riflettori
La storia si intreccia con la carriera di uno dei centrocampisti più eleganti degli ultimi vent’anni. L’ex Milan e Juventus, oggi alla guida dello United FC di Dubai, era diventato global ambassador dell’agenzia di scommesse nell’ottobre del 2025. Il contratto, tra le altre cose, prevedeva anche delle visite a Mosca, un dettaglio che non è passato inosservato.
Quando il nome di Pirlo ha iniziato a circolare come possibile CT della Nazionale azzurra, i suoi legami con la piattaforma hanno acceso una serie di polemiche difficili da spegnere. E il paradosso è servito. Proprio quelle discussioni hanno dato a Fonbet una visibilità che prima non aveva. Un sito semisconosciuto è finito improvvisamente sulla bocca di tutti, addetti ai lavori compresi.
Il risultato pratico lo abbiamo davanti agli occhi. Fonbet oggi rientra tra i siti di gioco non autorizzati in Italia, una condizione che ha portato dritti all’oscuramento. Nel mirino sono finiti i domini fonbet.info e fonbetpoker.com, entrambi bloccati dall’intervento dell’Agenzia.
Il nodo dei domini ancora attivi
C’è però un aspetto che rende il quadro meno lineare di quanto sembri. Nel momento in cui scriviamo, il dominio principale, cioè fonbet.com, non risulta neutralizzato del tutto. Anzi, rimanda a un altro indirizzo, fonbet001.com, che tecnicamente permette agli iscritti di continuare a piazzare le proprie scommesse. Il motivo è semplice. Quel dominio non compare ancora nell’elenco dell’ADM, quindi sfugge al blocco.
Difficile pensare che la cosa possa durare a lungo. È presumibile che anche quest’ultimo indirizzo finisca presto nella lista nera dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Del resto, senza quel passaggio il provvedimento resterebbe incompleto, una specie di rete con un buco proprio nel punto sbagliato. Chi ha esperienza di queste dinamiche sa bene che i gestori dei portali non autorizzati tendono a moltiplicare i domini per aggirare i blocchi, e le autorità inseguono, uno alla volta.
La vicenda ha comunque un peso che va oltre la singola piattaforma. Il caso Fonbet ha messo in luce quanto sia delicato il rapporto tra il mondo del calcio, i suoi protagonisti più celebri e le sponsorizzazioni legate al gioco d’azzardo, soprattutto quando arrivano da operatori che in Italia non hanno alcuna autorizzazione a operare.
Per Pirlo, il prezzo è stato salato. Un contratto da ambassador che sulla carta poteva sembrare una semplice operazione commerciale si è trasformato nell’ostacolo che gli ha sbarrato la strada verso la panchina azzurra. E adesso, con i domini progressivamente oscurati, anche il partner commerciale che aveva scelto si ritrova a fare i conti con i limiti imposti dalla normativa italiana.


