Le lunghezze occhiali smart di Meta hanno acceso una polemica che ha costretto l’azienda a rivedere i propri piani su una funzione basata sull’intelligenza artificiale. Il nodo riguarda Conversation Focus, la modalità che filtra i rumori di fondo e rende più chiara la voce di chi ci parla. Meta aveva pensato di metterla dietro un abbonamento, ma le critiche sono arrivate forti e chiare. Risultato: dietrofront, almeno per ora.
All’inizio di luglio l’azienda aveva deciso che chi indossa i suoi occhiali connessi avrebbe dovuto sottoscrivere l’abbonamento Meta One Premium, dal costo di circa 18 euro al mese, per usare senza limiti questa funzione. Chi non pagava? Avrebbe avuto accesso a Conversation Focus solo per 3 ore al mese. Gli abbonati premium, invece, potevano contare su un tetto di 15 ore mensili. Numeri che, prevedibilmente, non sono piaciuti a nessuno.
Perché la scelta di Meta ha fatto arrabbiare gli utenti
Il punto che ha fatto storcere il naso a molti è tecnico, ma neanche troppo difficile da capire. La funzione Conversation Focus gira in locale, sfrutta i chip che si trovano dentro gli occhiali stessi. Detto in parole povere, non c’è nessun servizio cloud da pagare e la modalità funziona anche senza connessione a Internet.
Tradotto: Meta voleva far pagare l’accesso a un’elaborazione che gli occhiali svolgono da soli, sul dispositivo. Un paragone utile arriva da Apple, che invece fa pagare alcune funzioni di intelligenza artificiale dell’app Casa poggiandosi però sul cloud. In entrambi i casi il cliente tira fuori i soldi, ma la logica tecnica dietro le due scelte è completamente diversa. Ed è proprio questa differenza che ha alimentato il malumore.
Il passo indietro di Meta, ma solo temporaneo
Le critiche devono essere state piuttosto pesanti, perché l’azienda americana ha annunciato la sospensione dei limiti di accesso alla modalità Conversation Focus. Per il momento, quindi, la funzione resta gratuita tramite il programma di accesso anticipato.
In un comunicato Meta ha provato a spiegare la logica dietro quelle limitazioni. L’azienda sostiene di proporre hardware a prezzi accessibili per rendere gli occhiali smart alla portata del maggior numero di persone possibile. Gli occhiali offrono già tante funzioni gratuite, dicono, e alcune funzionalità premium diventeranno disponibili tramite abbonamento in futuro. Far pagare gli utenti più avanzati per un uso esteso delle funzioni premium, secondo Meta, serve a rendere sostenibile questa strategia e a continuare a investire in innovazioni importanti. In sostanza, il pagamento per Conversation Focus permetterebbe di mantenere bassi i prezzi dei prodotti.
E allora chi indossa gli occhiali connessi Meta può cantare vittoria? Non proprio. L’azienda parla di sospensione delle limitazioni, non di rimozione o di marcia indietro definitiva. Meta ha precisato che intende valutare tutte le opzioni prima di prendere una decisione finale. La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa.


