La produzione del Discovery Sport si fermerà entro la fine del 2026, chiudendo una delle carriere commerciali più lunghe mai viste sul mercato britannico. La decisione di JLR arriva dopo oltre undici anni di vendite e coincide con l’entrata in vigore delle nuove regole di sicurezza europee, quelle che ormai chiamano tutti GSR2. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che lo stop arriverà a dicembre 2026, in linea con il normale ciclo di vita del prodotto, e che alcuni mercati vedranno la fine anticipata della disponibilità.
E infatti il SUV è ancora configurabile nel Regno Unito, ma non è più ordinabile in vari Paesi europei, tra cui Francia, Germania e Spagna. Il modello era arrivato in casa britannica a febbraio 2015, il che lo rendeva più vecchio di auto come la Mazda MX-5 e l’Alfa Romeo Giulia. Quando uscirà di scena, il titolo di auto più anziana ancora in vendita nel Regno Unito passerà alla Volvo XC90.
Il motivo dietro l’uscita dai listini è piuttosto tecnico ma comprensibile. Le nuove norme europee obbligano a montare diverse funzioni di sicurezza che il Discovery Sport non ha mai avuto. JLR ha aggiornato gli altri modelli per rispettare i requisiti, ma l’età del veicolo e i margini di guadagno ormai risicati hanno reso poco sensato investire ancora su questo progetto. Una scelta simile a quella di Porsche con la Macan, lanciata più o meno nello stesso periodo e destinata anch’essa al pensionamento in questi giorni.
Evoque e Velar restano, il futuro passa da nuovi modelli
C’è stato un tempo in cui questo SUV era una macchina da numeri per l’azienda. Nel 2016, il suo primo anno pieno sul mercato, era il modello più venduto in assoluto, con oltre 122.000 esemplari piazzati nel mondo. Poi c’è stato il grande restyling del 2019, con nuova piattaforma e interni rivisti, che l’ha tenuto competitivo per un po’. Ma negli ultimi tempi gli anni si sono fatti sentire davvero. Nel 2025 JLR ne ha venduti meno di un decimo rispetto al picco del 2016, facendone il modello più lento del listino, dietro persino al Land Rover Discovery in versione integrale, anch’esso vicino al ritiro.
L’addio del Discovery Sport apre più di una domanda sulla Range Rover Evoque, costruita al suo fianco nello stabilimento di Halewood, nel Merseyside. Il numero uno del marchio Range Rover, Martin Limpert, ha però chiarito che non ci sono piani immediati per mandare in pensione l’Evoque. La produzione continuerà, mentre gli investimenti si concentrano sul rinnovo e sull’elettrificazione dei modelli di punta, più redditizi.
Limpert ha ricordato il grande sforzo dedicato al lancio di Range Rover Electric e Range Rover Sport Electric, oltre a Range Rover GT, prima auto costruita sulla nuova architettura EMA. Nel frattempo, l’Evoque è stato aggiornato due anni e mezzo fa e sia lui sia il Velar hanno ricevuto edizioni speciali come le Belgravia e Hoxton Edition, pensate per tenerli vivi sul mercato. Il manager ha parlato di un pubblico fedele a queste vetture, ammettendo che non si può fare tutto insieme. Il ritiro del Discovery Sport dovrebbe fare spazio proprio alla nuova Range Rover GT. L’Evoque, invece, potrebbe restare in produzione fino all’arrivo, l’anno prossimo, del suo fratello più rude, il Land Rover Defender Sport. E qui c’è un dettaglio interessante. Se la GT è un modello del tutto nuovo, senza un predecessore diretto, il Defender Sport potrebbe finire per prendere il posto sia dell’Evoque sia dello stesso Discovery Sport, viste le dimensioni simili e il posizionamento che ci si aspetta.


