Stellantis ha deciso di chiudere lo stabilimento di Douvrin, nel nord della Francia, e la data è già fissata: 30 ottobre 2026. Una scelta che rientra in una strategia più ampia, quella verso una progressiva elettrificazione dei motori del gruppo. La fabbrica è attiva dalla fine degli anni Sessanta e negli ultimi tempi è finita sotto i riflettori per un motivo ben preciso: qui veniva prodotto il tanto discusso Puretech Gen2.
Parliamo del propulsore 1.2 PureTech di seconda generazione, conosciuto anche con la sigla EB2 Gen2. Un tre cilindri con una caratteristica che ha fatto discutere parecchio, ovvero la cinghia di distribuzione a bagno d’olio. Proprio quel componente ha creato non pochi grattacapi. L’usura precoce della cinghia si è tradotta in gravi danni ai motori, con Stellantis costretta a interventi tecnici ripetuti e a estendere la garanzia per i clienti. Il colpo alla reputazione del gruppo è stato tutt’altro che leggero.
Il nuovo motore e la produzione fuori dall’Europa
Per voltare pagina rispetto a questi problemi, il gruppo ha già messo in campo una soluzione. C’è un nuovo motore 1.2 turbo con una catena di distribuzione più robusta al posto della cinghia, assemblato a Trémery e pensato per le vetture mild hybrid del Gruppo. Il vecchio propulsore con la cinghia non sparisce del tutto, però. La sua produzione andrà avanti a Tychy, in Polonia, ma soltanto per i mercati che stanno fuori dall’Europa occidentale.
La fine della produzione a Douvrin chiude un capitolo lungo davvero tanti anni. Lo stabilimento era stato inaugurato nel 1969 come “Française de Mécanique”, una joint venture tra Peugeot e Renault. In oltre 55 anni ha sfornato tra i 40 e i 50 milioni di motori, compreso il celebre V6 PRV. Numeri che raccontano una storia industriale importante.
Il futuro passa dalle batterie
Il sito, comunque, non verrà abbandonato. Accanto alla vecchia area produttiva ormai dismessa entrerà in funzione la nuova gigafactory di ACC, la Automotive Cells Company, una partnership che vede coinvolte Stellantis insieme a TotalEnergies e Mercedes-Benz. L’obiettivo è chiaro: produrre batterie per i veicoli elettrici del futuro.
C’è però un dettaglio che non va sottovalutato. La crescita dei volumi si sta rivelando più lenta rispetto alle attese iniziali. Nonostante questo, Stellantis sta provando a ricollocare la maggior parte degli operai che lavoravano ai motori PureTech, spostandoli proprio verso la produzione di batterie oppure in altre divisioni del gruppo. Un modo per non lasciare indietro chi ha fatto girare quelle linee di montaggio per anni, mentre il baricentro dell’azienda si sposta sempre più verso l’elettrico.


