Riempire il serbatoio di gasolio in Spagna costa ormai quasi 90 euro, e chi guida se ne accorge subito, proprio dove fa più male, cioè nel portafoglio. Il prezzo dei carburanti non ha smesso di salire dal 15 luglio, con il gasolio A che ha superato la soglia degli 1,8 euro al litro di media e la benzina senza piombo 95 ormai vicina agli 1,7 euro al litro. Da grandi compagnie come Repsol arrivano rassicurazioni sul fatto che la fornitura resti coperta, ma il quadro generale non è affatto tranquillo.
Gasolio: perché i prezzi continuano a salire
A far crescere la pressione ci sono due fattori che si sommano. Da un lato la fine dell’IVA ridotta al 10 per cento, dall’altro il peggioramento del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che continua a tendere la corda su un mercato del petrolio già di suo piuttosto volatile. In questa già lunga contesa tra Stati Uniti, Israele e Iran si è aggiunto un nuovo attore alleato di Teheran, lo Yemen. Gli Houthi stanno bombardando le petroliere saudite nel Mar Rosso, strozzando di fatto il trasporto marittimo del greggio. E quando i barili disponibili sul mercato diminuiscono, i prezzi non fanno altro che spingere verso l’alto.
Il gruppo estremista avrebbe minacciato di tagliare una rotta alternativa importante allo stretto di Hormuz, cioè lo stretto di Bab al-Mandeb. Gli esperti mettono in guardia, spiegando che un blocco totale di Bab al-Mandeb potrebbe far salire il prezzo del petrolio oltre i EUR 88 al barile. Non è un’ipotesi campata in aria, visto che il barile di Brent sta di nuovo sfiorando i EUR 88 sul mercato dei futures. E la parte peggiore è che la tensione bellica non accenna a calare. Trump si dice pronto a portare avanti la sua guerra fino in fondo, mentre i mercati e i consumatori pagano l’incertezza sotto forma di rincari.
Quanto costa oggi fare il pieno
Con i prezzi di questa settimana i numeri parlano chiaro. Riempire un serbatoio medio da 55 litri di diesel comporta una spesa di quasi 90 euro, mentre fare il pieno di benzina, sempre con un serbatoio da 55 litri, costa attualmente intorno agli 87 euro. Cifre che qualche anno fa sarebbero sembrate difficili anche solo da immaginare.
In questo scenario Repsol ha voluto lanciare un messaggio di calma, rivolto soprattutto ai suoi investitori, garantendo che il rifornimento di carburante in Spagna è assicurato grazie alla capacità di raffinazione presente nel Paese. La stessa compagnia, però, non ha la stessa certezza quando si guarda al resto d’Europa. Le sue parole non lasciano molto spazio all’ottimismo, con l’ammissione di una forte preoccupazione per la capacità di assicurare la fornitura di combustibile in alcuni Paesi europei, vista la tensione sul mercato del jet fuel, il carburante per aviazione, e del diesel.
La differenza, insomma, sta tutta nella raffinazione. La Spagna può contare su una struttura interna capace di reggere l’urto, mentre altri Paesi del continente rischiano di trovarsi molto più esposti se la situazione nel Mar Rosso dovesse deteriorarsi ancora.


