Chi pensava che un pagamento saltato fosse solo una scocciatura burocratica dovrà ricredersi, perché con iOS 27 Apple sembra pronta a introdurre un meccanismo che potrebbe bloccare l’accesso alla maggior parte delle app se una rata del telefono non viene pagata in tempo. Il tutto è collegato al nuovo programma di leasing dell’azienda, quello che permette di ottenere un dispositivo pagandolo un po’ alla volta. Peccato che dietro l’angolo ci sia una trappola non da poco.
L’idea, per quanto ancora non ufficiale, emerge da alcune righe di codice trovate nella beta di iOS 27. Queste porzioni di codice lascerebbero intendere che il sistema di Apple consenta alle società di finanziamento di limitare le funzioni di un iPhone in leasing quando il cliente resta indietro con i versamenti. Un partner finanziario come Klarna, per esempio, potrebbe registrare il telefono e verificare con regolarità se il contratto è ancora in regola dal punto di vista dei pagamenti.
Come funziona la Restricted Mode
Se qualcosa va storto, la società potrebbe attivare una speciale Restricted Mode. In pratica, la maggior parte delle applicazioni diventa inutilizzabile finché la situazione non rientra. Il telefono però non si trasforma in un fermacarte, perché Apple pare aver preparato una lista di app che continuerebbero a funzionare anche a dispositivo limitato.
Nell’elenco compaiono Telefono, Impostazioni, Wallet, Orologio, Salute, Password, App Store e gli strumenti di accessibilità. E qui c’è una logica precisa. Impedire a qualcuno di chiamare significherebbe aprire la porta a cause legali da miliardi di dollari, capaci di mettere in ginocchio Klarna o chiunque altro provasse a spingersi così in là. Restano probabilmente disponibili anche alcune app che inviano notifiche di emergenza o di sicurezza, come Messaggi, Casa e certe applicazioni legate alla salute. Il codice suggerisce che la società finanziaria potrebbe avere un certo margine di controllo su quali altre app restino accessibili.
L’obiettivo sembra chiaro. Lasciare all’utente le funzioni essenziali togliendo però la possibilità di usare il telefono nella vita di tutti i giorni. Se l’unica cosa che rimane davvero utilizzabile è l’app Telefono, tanto varrebbe procurarsi un telefonino da pochi euro e chiuderla lì.
Il blocco non scatta in automatico
Un aspetto interessante è che il sistema non pare bloccare il dispositivo dopo un numero fisso di rate mancate. A decidere quando far scattare le restrizioni sarebbe il finanziatore, in base alle proprie regole interne. Il che significa che ogni società potrebbe gestire i pagamenti arretrati in modo diverso. Morale della favola, quando si prende in leasing un telefono da oltre mille euro conviene leggere tutto con calma, comprese le clausole scritte in piccolo.
C’è anche un’altra funzione in lavorazione, chiamata Partner Finance Lock. Serve a impedire che un iPhone sotto restrizione venga resettato, rivenduto o smontato per recuperarne i pezzi mentre c’è ancora del denaro da saldare. Pur essendo integrata nel sistema Dov’è, la società finanziaria non potrebbe usarla per tracciare la posizione del telefono. Il legame con Dov’è serve solo a garantire che il blocco finanziario resti attivo anche se il dispositivo viene cancellato o ripristinato.


