Il nuovo film di Resident Evil firmato da Zach Cregger sembra voler chiudere una vecchia questione che divide i fan da anni, cioè come portare al cinema uno dei franchise più amati di Capcom senza tradirne l’anima. Chi conosce la saga sa bene che al cinema il risultato è sempre stato molto discutibile, con adattamenti che hanno preso strade diverse e non sempre convincenti. Ora però qualcosa cambia, e il nuovo trailer diffuso da Sony Pictures lascia intravedere un cambio di rotta netto.
Per anni gli adattamenti hanno spinto forte sull’azione, sulle sparatorie e sulle esplosioni. Andava benissimo per una parte del pubblico, quella che voleva spettacolo puro. Ma c’era anche l’altra fazione, quella affezionata alla lentezza inquietante dei videogiochi originali, alla tensione che monta piano e non ti lascia respirare. Ecco, questa seconda categoria finora è rimasta a bocca asciutta. Le cose adesso potrebbero andare diversamente.
Il ritorno della vulnerabilità come marchio di fabbrica
Quello che colpisce del nuovo film di Resident Evil è la volontà dichiarata di rimettere al centro una sensazione precisa, quella della vulnerabilità. È il tratto che ha reso celebre la serie targata Capcom, il senso di essere sempre in pericolo, con poche risorse e tanta incertezza. I primi video avevano già dato qualche indizio in questa direzione, ma il trailer più recente conferma tutto in modo abbastanza chiaro.
Il regista Zach Cregger punta insomma su un’atmosfera diversa. Meno fuochi d’artificio, più angoscia. La scommessa è quella di far leva sull’ansia dell’esplorazione, sul non sapere mai cosa si nasconde dietro la porta successiva. Chi ha giocato ai titoli originali riconosce subito questa emozione, quella paura sottile che accompagna ogni passo dentro corridoi bui e stanze silenziose. Ed è probabile che sia proprio questo l’elemento mancato finora nelle trasposizioni cinematografiche.
L’impressione è che stavolta si voglia davvero riportare l’horror al suo posto, senza scorciatoie. Non un film d’azione travestito da horror, ma qualcosa che prova a ricreare la stessa tensione lenta e opprimente che i fan cercavano da tempo. Un approccio più coraggioso, che rischia di dividere ancora ma che almeno tenta una strada diversa da quella battuta finora.
Un’attesa che sa di occasione da non sprecare
Il progetto arriva in un momento in cui il pubblico è sempre più attento alla fedeltà rispetto al materiale di partenza. Gli appassionati di Resident Evil hanno idee molto chiare su cosa vogliono vedere, e sanno riconoscere subito quando un adattamento prende la direzione sbagliata. Per questo la scelta di Cregger di lavorare sulla paura pura, più che sull’azione, appare come una mossa pensata per parlare direttamente a chi ama la saga fin dalle origini.
Il trailer mostra dunque un tono cupo, un ritmo che prende tempo, la volontà di far salire la tensione senza fretta. Tutto lascia pensare a un lavoro che vuole ritrovare l’essenza dei videogiochi Capcom, quella miscela di orrore e senso di impotenza che ha costruito il mito della serie. Se il risultato finale manterrà le promesse è presto per dirlo, ma i segnali raccolti finora fanno ben sperare chi aspettava da anni un film capace di restituire quelle sensazioni.
Per ora il materiale a disposizione racconta di un progetto che ha scelto una direzione precisa e la porta avanti con convinzione, puntando tutto sull’atmosfera e sulla paura invece che sullo spettacolo fine a se stesso.


