Firefox 153 è arrivato su tutte le piattaforme principali, da Windows a macOS passando per Linux, Android e iOS, e come al solito la versione per computer è quella che porta con sé il carico più pesante di novità. Mozilla ha lavorato soprattutto su tre fronti che gli utenti conoscono bene: i contenitori, l’editor PDF integrato e la funzione Smart Window. In più ci sono altri ritocchi che vale la pena raccontare, insieme a un dato che salta subito all’occhio: sono state chiuse ben 63 vulnerabilità, un numero decisamente alto che lascia pensare all’uso di modelli di intelligenza artificiale per scovarle.
Cosa cambia davvero con Firefox 153
Partiamo dai contenitori, che in inglese trovate come Containers. Si tratta in pratica di schede riconoscibili grazie a un colore nella parte alta, pensate per tenere separate le diverse attività di navigazione. Uno per il lavoro, uno per lo shopping, uno per le cose personali e così via. Ogni contenitore vive per conto suo, isolato dagli altri, con i cookie tenuti separati. Il risultato è che si può accedere allo stesso sito con account diversi senza dover fare acrobazie. Tutti i dettagli, per chi vuole approfondire, sono nella pagina di supporto dedicata.
L’editor PDF aveva già ricevuto parecchie attenzioni nelle versioni precedenti, e anche stavolta Mozilla ci ha messo mano. Ora è possibile unire più file PDF semplicemente trascinandoli nella barra laterale. E c’è di più: si possono aggiungere immagini come nuove pagine all’interno di un documento, cosa comoda quando serve mettere insieme materiali diversi al volo.
La funzione Smart Window, per ora disponibile solo in Canada e Stati Uniti, guadagna un elenco a discesa che permette di vedere e scegliere il modello di intelligenza artificiale da usare, un po’ come accade nell’interfaccia dei chatbot più famosi. È stata poi aggiunta una barra degli indirizzi per digitare domini e termini di ricerca direttamente da lì.
Video HDR, codici QR e nuove regole sulla sicurezza
Su Windows arriva finalmente il supporto alla riproduzione video in HDR, anche se qui serve ovviamente un monitor compatibile per godersela davvero. Gli utenti possono inoltre condividere il link di una pagina web tramite codice QR, una piccola comodità che fa sempre piacere quando si passa dal computer allo smartphone.
Il resto delle novità riguarda la sicurezza, e qui Mozilla ha alzato l’asticella. Quando un sito ottiene il permesso di accedere alla posizione geografica, nella barra degli indirizzi compare un’icona rossa ben visibile. Le estensioni, poi, non possono più accedere ai file locali in modo automatico: adesso è l’utente a decidere se concedere o revocare quel permesso. Infine, i siti devono chiedere il consenso prima di collegarsi ai dispositivi sulla rete locale oppure alle app e ai servizi presenti sul dispositivo. Guardando avanti, la roadmap pubblicata a metà giugno lascia intendere che ci sono molte funzionalità in arrivo. E c’è un cambio di ritmo importante: a partire dal mese di settembre Mozilla distribuirà due nuove versioni al mese, raddoppiando di fatto la cadenza degli aggiornamenti rispetto a prima.


