Tre nuovi modelli di intelligenza artificiale sono arrivati da Google martedì, tutti costruiti sulla base di Gemini 3.5 Flash. La promessa è chiara: più efficienza nell’uso dei token, maggiore velocità e affidabilità su tutta la linea. E mentre questi arrivano sul mercato, l’azienda ha anche aggiornato la situazione sul tanto atteso Gemini 3.5 Pro, quello che ancora manca all’appello, e su cosa bolle in pentola dopo.
Ormai sembra che ogni settimana esca un nuovo modello dalle parti di Google, Anthropic o OpenAI. L’ultimo in ordine di tempo è stato ChatGPT-5.6, uscito proprio all’inizio di questo mese. Le novità di Google non sono modelli di punta rispetto a quello che si vede all’orizzonte, ma ognuno ha il suo posto ben preciso. Uno di questi, tra l’altro, è dedicato interamente alla cybersicurezza.
Cosa cambia con i nuovi modelli Gemini
Partiamo da Gemini 3.6 Flash, quello che Google definisce il suo modello “da lavoro”. Adesso se la cava meglio con la scrittura di codice, con il lavoro basato sulla conoscenza e con le prestazioni multimodali. La promessa è una riduzione nell’uso dei token fino al 17%, e con un costo per token più basso rispetto al predecessore, il 3.5. Google racconta di aver costruito questo modello raccogliendo i feedback sia degli sviluppatori sia dei clienti. Una serie di benchmark mostra i miglioramenti di 3.6 Flash sul fronte delle prestazioni e del numero medio di token per attività, sempre rispetto alla versione precedente.
Poi c’è Gemini 3.5 Flash-Lite, il modello più veloce e più conveniente della famiglia. Riesce a sfornare 350 token di output al secondo e, stando a quanto scrive Google, supera “in modo significativo” le generazioni precedenti quando si parla di flussi di lavoro agentici. Come 3.6 Flash, anche questo modello ora supporta l’uso del computer come strumento integrato, così da gestire più compiti in autonomia.
Il terzo è Gemini 3.5 Flash Cyber, un modello specializzato che mette al primo posto i flussi di lavoro legati alla sicurezza informatica, con l’obiettivo di trovare e correggere le vulnerabilità. Lavora fianco a fianco con un agente per l’infrastruttura chiamato CodeMender, pensato per aiutare i team di sicurezza a individuare e sistemare i problemi in fretta. Il nuovo modello sta già trovando e correggendo bug all’interno delle basi di codice interne di Google, quelle di Android, Chrome e YouTube. All’inizio l’accesso sarà limitato a governi e partner fidati, ma in futuro verrà allargato.
Gemini 3.5 Pro è ancora in arrivo
I tre modelli appena usciti sono il piatto forte degli annunci di martedì, ma Google ha comunque dato un piccolo aggiornamento sul suo prossimo modello di punta, Gemini 3.5 Pro. A quanto pare è attualmente in fase di test con i partner, e l’azienda punta a renderlo disponibile appena sarà pronto. Quanto ci vorrà? Difficile dirlo con certezza. Nel frattempo Google guarda già alla prossima generazione, perché ha fatto sapere di aver avviato il pre-addestramento di Gemini 4, la cui data di uscita resta però indefinita.
Sia Gemini 3.6 Flash sia 3.5 Flash-Lite sono disponibili da oggi per gli sviluppatori tramite le API di Gemini, passando per Google AI Studio, Android Studio e l’app Gemini. Il 3.6 Flash è accessibile anche in Google Antigravity, mentre il 3.5 Flash-Lite sta arrivando su Google Search.