I prezzi dei carburanti tornano a salire e a farne le spese sono soprattutto gli automobilisti del Nord, con il Piemonte che finisce tra le regioni dove il pieno pesa di più sul portafoglio. Dopo qualche settimana di calma piatta, i listini alla pompa hanno ripreso a correre e i dati aggiornati dell’Osservatorio prezzi del MIMIT parlano chiaro: benzina e gasolio stanno spingendo verso l’alto, con rincari che si fanno sentire eccome.
La fotografia nazionale non è delle più rassicuranti. Il prezzo medio resta su livelli alti e, in diverse zone del Paese, il gasolio self service ha già superato quota 2 euro al litro. Anche la benzina non scherza, viaggiando vicino alla stessa soglia. Insomma, il tema del caro carburante torna prepotentemente al centro del discorso, con tutto quello che comporta per chi l’auto la usa ogni giorno.
Piemonte tra le regioni più care: ecco i numeri
Il quadro piemontese è tra i più pesanti. Secondo le rilevazioni del MIMIT, la benzina self service si aggira intorno a 1,95 euro al litro, mentre il gasolio self arriva a circa 2,09 euro al litro. Cifre che si traducono in una bella stangata per chi in Piemonte usa la macchina tutti i giorni, per andare al lavoro o per gestire la famiglia.
Il confronto con le altre regioni mostra scarti piccoli ma comunque significativi. In Lombardia la benzina self si colloca intorno a 1,92 euro al litro e il gasolio è vicino ai 2,08 euro al litro. Situazione quasi identica in Veneto, con la verde a 1,92 euro e il diesel intorno a 2,08 euro al litro. Anche l’Emilia Romagna, altra terra di grandi spostamenti in auto, resta su questi valori, confermando un Nord Italia tutto in rincaro. E non è solo questione di settentrione: nel Lazio la benzina sfiora i 2 euro al litro e la Toscana si tiene su cifre analoghe.
Perché benzina e gasolio costano di più
Dietro questa nuova impennata dei prezzi carburanti ci sono più cause che si intrecciano. La prima riguarda l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati, che incidono in modo diretto sul costo industriale. Le tensioni sui mercati energetici e un quadro internazionale ancora incerto continuano a produrre oscillazioni forti. Poi ci mettono del loro anche la componente fiscale, i costi di distribuzione e le dinamiche tutte italiane del settore.
Il sistema di monitoraggio del MIMIT raccoglie ogni giorno i dati che arrivano dai distributori e calcola le medie regionali sui prezzi praticati sulla rete ordinaria. Un dettaglio che salta all’occhio, e lo sottolineano gli stessi operatori, è la velocità con cui gli aumenti delle quotazioni internazionali finiscono subito nelle tasche dei consumatori. Quando invece i prezzi dovrebbero scendere, la discesa arriva col contagocce. Una dinamica che, comprensibilmente, fa arrabbiare automobilisti e associazioni dei consumatori.
Quanto pesa davvero il pieno sulle famiglie
L’aumento di benzina e gasolio colpisce dritto il bilancio delle famiglie italiane. Bastano pochi centesimi in più al litro per trasformarsi in una spesa extra tutt’altro che trascurabile per chi macina tanti chilometri ogni mese. Pendolari, chi usa l’auto per lavoro e le famiglie che vivono dove il trasporto pubblico è meno capillare sono le categorie che ci rimettono di più. Per provare a contenere i costi diventa sempre più utile confrontare i prezzi tra un distributore e l’altro, verificando le differenze tra le varie stazioni di servizio.